ADLO - Archivio Digitale Libretti d'Opera

Gloria


[p. 3]

Francesco Cilèa

GLORIA

DRAMMA LIRICO IN TRE ATTI

DI
Arturo Colautti


Rappresentato la prima volta alla “Scala„ di Milano
la sera del 15 aprile 1907

Milano – Edoardo Sonzogno – Editore


[p. 4]

[p. 5]

Persone

AQUILANTE DE' BARDI (Basso)
GLORIA (Soprano)
FOLCO (Baritono)
LIONETTO RICCI detto il Fortebrando (Tenore)
IL VESCOVO (Basso)
L'ORVIETANA
Nobili
Popolani
Uffiziali
Guardie
Dignitari civici ed ecclesiastici
Donne
Fanciulle
Banditori
Valletti

Il dramma si svolge presso e dentro Siena
sul declino del secolo decimoquarto.

Indice

[p. 6]

[p. 7]

Atto Primo

La fonte.

Piazzale a guisa di terrazzo con parapetti bassi. La turrita città si dispiega, salendo sul fianco del vitifero colle, dal cui sommo comanda — sacra ròcca — la Cattedrale. Al piazzale tortuosamente si ascende dalla piana per gradi incisi nel masso tra sinuosi spalleggiamenti merlati. — Nel mezzo dello spianato, di contro alla prima porta guerresca, sorge una fonte monumentale, appena costrutta e ancor nascosta da steccati e da tele. E lì presso, appiè del muro maggiore, è una tribuna a baldacchino, leggiadramente pomposa.

La piazza è tutta adorna di giocondi palvesi bianco–neri, rossi col grifo d'oro rampante, bianchi con la lupa romana e i gemelli, vermigli a croce bianca, verdi con l'effigie di San Martino, azzurri col motto Libertas. Festoni di verzura ricorrono tra' merli e gli aggetti delle mura vetuste. Nel fondo è la valle verdissima e fresca: biancheggian da lunge gli ultimi gioghi dell'Appennino. Pomeriggio di calen d'aprile.



Sulla tribuna, rimpetto all'assito, e sotto la grande insegna della Repubblica (in due campi orizzontali bianco e nero con l'effigie di Maria Santissima e la scritta: Civitas Virginis), è la Signorìa col canuto Aquilante de' Bardi, priore, tra quattro «comandatori» in toga scarlatta con la balzana nera sul petto e un'eburnea bacchetta in mano: a piè del podio araldi, alfieri e donzelli del Comune, senz'altr'arme che lo stocco.

[p. 8]

Sulla dritta son raggruppati quei di parte nobilesca, tra cui Folco de' Bardi, capitan delle «Cinquantine» o compagnie di civica milizia; a manca, la contraria fazion popolare, divisa giusta le varie Arti, ciascuna col suo gonfalone.

Donne e fanciulli coronan le mura dentellate: altra moltitudine è in fondo alla via saliente: sull'alto della gran porta, nel fondo, stanno banditori e trombetti, e presso la fontana, ancor mascherata, alquanti artigianelli e maestri d'arte in atto d'attendere un comando.

Nobili e plebei, tutti, per comune consenso, sono intervenuti inermi alla civica festa inaugurale.



AQUILANTE.

Or si rinnovi il bando dell'indulto!

(Al suo cenno quattro trombetti con la dalmatica vermiglia, adorna dello scudo bianco–nero, e quattro banditori in assisa verde e turchina s'affacciano al parapetto merlato del piazzale. I trombettieri dan gli squilli.)

I BANDITORI.

La Signorìa significa: “Ciascun,
che per legge o per tema si partì,
in queste mura rientrar potrà
5e rimanervi in piena securtà,
partecipando al giubilo comun,
fin che raggio di sol non tacerà...„
La Signorìa significa così...

[p. 9]

AQUILANTE.

O voi tutti, qui uniti,
10pria d'iniziare i riti,
giurate che ciascun patto mantenne,
e, per altrui certezza,
inerme venne.

TUTTI.

Noi senz'armi qui siamo, — e lo giuriamo!

AQUILANTE.

15Ed or la fonte, simbolo di pace,
brillerà sotto il sole.
Artier', come al Ciel piace,
si discopra la sua candida mole.

(Gli artieri eseguono. Appare una grande vasca marmorea. Giocondo stupor della folla, che osserva e commenta.)

LA FOLLA.

— Puri marmi! — E' son di Luni! — Che beltà!
20— Fontechiara! — Benedetta ella sarà!

(Per ambo i lati della rampa merlata discende una doppia schiera di fanciulli e donzelle, bianco vestite, cinte le fronti di fioralisi, e recanti tra le mani un ramicello fiorito. Scendono nella piazza, cantando l'inno della stagione novella. Gloria precede le giovinette.)

I FANCIULLI.

Aprile, giovinetto incantatore,
che con l'arco saetti,
ridono i cieli schietti
sul tuo capo soffuso di fulgore.
25Tempo è questo d'amore,

[p. 10]

e di sogni e di fior fai ghirlandelle,
e ne cingi le belle,
Aprile, Aprile, ardore d'ogni core!...

LE DONZELLE.

Primavera, al tuo limpido raggiare
30palpita la riviera,
e, bruna messaggera,
la rondine ritorna d'oltremare.
Tu, con tue grazie rare,
pieghi a dolcezza ogni amator selvaggio,
35e coroni d'un raggio
ogni cuor che sospira: Amare! amare!

(Gloria si stacca dalla schiera verginale e si accosta alla fonte.)

GLORIA.

Fonte muta e profonda,
come un core che attende
la sua vena più fervida e vermiglia,
40apri la meraviglia
de' tuoi fianchi leggiadri,
canta a guisa di cetra.
Ecco, s'alza per l'etra
la preghiera de' giovini e de' padri,
45e tu reca la pace e l'abbondanza,
fonte di gioja, fonte di speranza!



(Subitamente giunge da lontano un grido:)
— L'acqua!

(tosto ripetuto e rincalzato da altre voci più prossime:)
L'acqua! — L'acqua! — L'acqua!...

(Un gran fremito di gioja percorre la moltitudine, che si avanza e si muove per meglio assistere all'ascensione dell'acqua lungo il canale.)

[p. 11]

VOCI.

— Par che sorga dalla roccia!
— Sboccia! sboccia! — Sgorga! sgorga!

50 — Vien sui ponti, sulle mura,
— fresca e pura! — Pronti! pronti!

— Come gaja! — Come lesta!
— È una festa, dove appaja!

— Geme, scivola, scintilla!
55 — Risfavilla, scocca, freme!

ALCUNI

(presso la fonte, accostando l'orecchio).
— Tutto il marmo par canoro!
— Vena d'oro! di ristoro!

— Meraviglia d'arabeschi!
— Fior' di peschi! Alba che ingiglia!

TUTTI.

60 — Canta, canta, acqua giuliva!
— Canta e ridi! — Tergi e avviva!

L'umore purissimo zampilla ricadendo spumeggiante nel bacino.



[(] D'improvviso, dal basso del colle, giunge un giovine seguìto da varî compagni — come lui ammantellati e alla vista senz'armi. — La folla s'apre al suo arrivo, con lungo mormorìo.)

LIONETTO.

Al Ciel sia lode!... In tempo giungo! O mura
glorïose; o bandiere di splendor
or vi rivedo e risaluto ancor!

[p. 12]

LE DONNE.

65Fiero parla!... Chi sarà?

GLI UOMINI.

D'onde giunge? Qual pensiero l'addurrà?

(Lionetto si avanza sulla scena, e scorgendo Gloria, che porge l'ànfora in giro, rimane quasi impetrato dalla sua bellezza. Le si avvicina rispettosamente.)

LIONETTO.

O madonna, dal puro occhio soave,
l'ànfora del conforto a me porgete.
Sizïente son io...

GLORIA

(porgendogli l'ànfora).
70Ecco, bevete...

LIONETTO.

Grazie vi rendo... O gentile, voi siete...

GLORIA.

Gloria de' Bardi...

LIONETTO.

Ed io stranier non sono
Fanciullo, negli aviti orti diletti,
75io v'onorai divotamente prono...

GLORIA

(trasalendo al ricordo).
Voi! Lionetto! Tacete!...

LIONETTO.

E in voce piana,
m'insegnavate a orar...

GLORIA

(turbata).
Frenate i detti!

FOLCO

(avanzandosi e interrompendo).
Profugo, assai dicesti!... Or t'allontana!

[p. 13]

LIONETTO

(rivolgendosi, come ferito).
E con qual dritto il mio parlar trattieni?

FOLCO

(superbamente).
80Io mi son Folco, fratello a costei...
E tu, qual nome porti? onde ne vieni?
Che volgi in cor?

NOBILI.

Parla!

POPOLANI.

Parla!

TUTTI.

Chi sei?

LIONETTO.

Storia ho di sangue! Queste superbe mura
m'ebbero figlio. Contra servi e tiranni
85vivea mia gente, vanto della città...
Ma l'ire antiche più non spargean terrori,
poi che nei cuori fiorìa la libertà...
Come la luna, che in sul mattin s'imbianca,
splendea mia suora, sposa tra le ghirlande,
90perla tra' veli, raggio di purità...
O dolci nozze, con citaristi e cori,
selva di fiori, palpiti d'amistà!
Quando, repente, nella gioconda notte,
s'ode una squilla. Varcan le nostre porte
95bande d'armati, torme di traditor'...
Incendio e sangue! E sovra un flutto rosso,
cade percosso della mia stirpe il fior...

[p. 14]

Orrida strage! Morti i fratelli e il padre!
Tutti!... Me solo, gramo fanciullo ancora,
100salvo fui tratto da una pia donna al mar...
E lunge crebbi fra le tempeste e l'armi,
per carmi e marmi mio nome ad eternar...

AQUILANTE.

Figliuol sei, dunque, a quel Ricci, priore
del popolo, che cêsse Montalcino
105per moneta al Visconti?

FOLCO

Il traditore!

NOBILI.

Giuda novello!

ALTRI NOBILI.

Secondo Ugolino!

LIONETTO

(impetuosamente).
Menzogna! Ei cadde, vittima innocente,
o patrizî, del vostr'odio felino.

AQUILANTE.

Giovine, mal scegliesti l'ora... Giova
110chiedere fuoco alle ceneri spente?
Ospite nostro sei fino alla nova
sera... Non vedi? Nell'april fiorito,
pace l'aurea città ecco ritrova...
Tacciano l'ire!... Ed or io compio il rito!

(Egli si dirige alla fonte. Gli uomini s'inchinano e le donne si genuflettono.)

CORO.

115Rito di gioia! Canti di speranza!
Fonte chiara d'amor! Spandi allegranza!

AQUILANTE.

Pura figlia del sole e della neve,
che lasciasti l'antica alpe natìa,
Ecco tu giungi a noi, limpida e lieve.

[p. 15]

DONNE E FANCIULLI.

Così sia!

AQUILANTE.

120Io t'accolgo nel nome augusto e lene
di Lei, che nacque senza tabe rìa,
fonte de' fonti e vena delle vene.

TUTTI.

Ave Maria!

GLORIA (presso la fonte, rivolgendosi alla bandiera del Comune, ov'è trapunta l'imagine della Madonna).

GLORIA.

Vergine d'astri e di viole adorna,
125mite com'alba e chiara come luna,
che ne scorti fra brume e fra tormente;
Tu, presidio miglior contro fortuna,
sì che speranza in Te sola soggiorna,
mira umiltà di tua devota gente;
130odi, odi de' cor l'inno fervente,
che, salendo, s'inchina;
Vergine in Ciel reina,
poi che spegnesti la vermiglia face
di fratricida guerra,
135per te la terra va cantando: “Pace!„

LE DONZELLE.

Date alla fonte fiori,
date fiori alla fronte!
E sian gigli di pace,
viole di letizia;
140e amor torni in dovizia,
mentre discordia tace.
Date fiori alla fronte,
date alla fonte fiori!

(Al dolce invito di Gloria il coro dei garzoni e delle donzelle, gira intorno alla vasca, battendo l'acqua coi ramuscelli fioriti. Lionetto resta solingo e sdegnoso.)

[p. 16]

I NOBILI.

— Fratelli siamo!

I POPOLANI.

— All'odio guerra!

TUTTI.

145— Gloria ne' cieli!

GLORIA.

— Pace alla terra!

(È il vespro. Il sole s'asconde lentamente dietro i culmini lontani. [)]



AQUILANTE.

Fuorusciti, è già l'ora del rivarco:
cessa l'indulto e la franchigia... Andate!

[(] I trombetti danno il segno del congedo. I fuorusciti si raggruppano nel mezzo, intorno a Lionetto, che immobilmente riguarda la bellezza di Gloria; ma, all'ultimo squillo, ei pur si riscuote.)

LIONETTO.

Ma non per me, d'aspre rampogne carco,
o trombe, il verso del congedo alzate!...
150Se il sol si parte, qui convien ch'io resti...

AQUILANTE

(con profondo stupore).
Giovin, dicesti parole insensate...

FOLCO

(beffardamente).
Troppo tu chiedi se tardi giungesti!
Questo tuo orgoglio punito sarà.

GLORIA

(dolcemente, al padre).
Padre, sia pace! Forse ei sofferse
155nelle traverse vie dell'esiglio...
Lascia che il figlio sciolga il devoto
tenero vòto di sua pietà...

[p. 17]

LIONETTO

(a Gloria).
Mercé, fanciulla! Del sogno mio,
con la parola pietosa e forte,
160all'improvviso, schiudi le porte:
sogno di speme, fior di desìo...

AQUILANTE.

Di qual sogno tu parli?

LIONETTO.

Esso è raggiante,
e in suo nome anche morte è una vittoria...
Pace, o guerra tu vuoi?

I NOBILI

(irritati, eccitando).
Folco?... Aquilante?...

AQUILANTE

(ironico, a Lionetto).
165E il prezzo di tua pace?

LIONETTO

(indicando Gloria).
Eccolo: Gloria!

(Propagasi nella moltitudine un movimento di meraviglia e d'interessamento. Alcuni commentano con favore; altri appajono esasperati dall'inaspettata domanda.)

AQUILANTE.

Gloria! la figlia mia?

FOLCO.

La mia sorella!...


[p. 18]

FOLCO E I NOBILI

Pel nome di Dio che ci guarda,
per l'armi lasciate all'altar,
castiga la bocca codarda,
170bandito del bosco e del mar!
Tu cerchi che l'odio rïarda;
ma l'arme de' Guelfi è gagliarda,
saprebbe ogni trama sventar!

LIONETTO

(a Folco).
Pel dolce raggiar di sue ciglia,
175invano or ti chiesi mercé,
ringrazia che l'ira vermiglia
non scenda, o spavaldo, su te!
S'io bramo de' Bardi la figlia,
un puro desìo mi consiglia.
180Tal rosa divina è per me!

NOBILI.

— Stoltezza! Demenza! Viltà!
— Superbia! Non merta pietà!

AQUILANTE.

Straniero, è cessato l'indulto,
e troppo feristi il mio cor!
185Or vanne; e se innovi l'insulto,
m'avvampa l'antico livor!
Tu sei di nemici virgulto,
sei figlio d'un reo traditor!

GLORIA

(fra sé).
(Memorie d'infanzia lontana!
190È questi il compagno d'un dì!

GLORIA E LE DONNE.

Signor, la sua collera arcana
dissolvi e scongiura così!
Nel gorgo di rossa fiumana,
il sogno, la pace finì!)

POPOLANI.

195— Giustizia! Clemenza! Amistà!
— Noi pace invochiamo, bontà!

[p. 19]

NOBILI.

Scaccia il superbo! Nessuna tregua!
Stoltezza vana! Demenza vil!

POPOLANI.

Pace risuoni! Parli giustizia!
200Scenda il perdono! Fugga il terror!

AQUILANTE

(a Lionetto).
Tu vaneggi, incauto. Va!

FOLCO.

Tu bestemmî, audace. Va!

I NOBILI.

Va!

LIONETTO.

No! Qui m'addusse di sua fama il suono!

NOBILI.

Nemico nostro sei!

FOLCO.

Sei rinnegato!

POPOLANI E LE DONNE.

205La parola ch'ei dice è di perdono!

NOBILI.

Rinsèlvati, cignal, nel tuo covile!



LIONETTO

(Si apre il mantello e appar vestito da capitano in armi.)
Conoscetemi, alfin! Me guida il Fato...
Son Fortebrando, messo imperïal!

(Tutti, a questo nome che èvoca una storia di battaglie e di assedî gloriosi contro le città e le osti nemiche, rimangono percossi da stupore.)

[p. 20]

I POPOLANI

(con gioja).
È dei nostri! Fiero duce,
210egli adduce libertà.

I NOBILI

(con ira e disprezzo).
Triste falco di ventura,
la sciagura ei porterà.

AQUILANTE.

T'ha la patria maledetto!

FOLCO.

Fuoruscito, va!

I NOBILI.

— Va! — Va!

LIONETTO.

215Vili voi siete! E vi ammanta la frode!
Ma del suol, che fu mio, pegno otterrò...

FOLCO

(contendendogli quasi il passaggio in atto di sfida).
Invan tu speri: la città non t'ode!

LIONETTO

(facendo un cenno a suoi seguaci e chiamandoli).
Compagni, è l'ora! Inulto non andrò...

(I seguaci di Lionetto, snudate le daghe, nascoste dietro il dorso, si precipitano verso Gloria la quale è presa come in un cerchio di ferro. I patrizi, Aquilante e Folco inermi, tentano invano di spezzarlo. La fazione popolare si schiera dalla parte dei rapitori.)

AQUILANTE.

Figlia! Mia figlia!

LE DONZELLE.

Soccorso! Soccorso!

[p. 21]

PLEBEI.

220Indietro!

NOBILI.

Marrani!

PLEBEI.

Indietro! Impostor'!

FOLCO.

Vendetta! vendetta!

PLEBEI.

Tiranni voi siete!

NOBILI.

Marmaglia codarda!

LE DONNE.

Signor, deh tu li guarda!
Signor tu ci proteggi
225Dall'ira tua ci scampa!

PLEBEI.

La vendetta or divampa!
Castigo agli oppressor!

NOBILI.

Predoni! Traditor!

LE DONNE.

Pietà di noi!
230Soccorso invochiamo!

PLEBEI.

Riscossa! Riscossa!

(Gloria, sollevata dai rapitori, scompare con Lionetto e con essi dalla grande porta, inseguiti dai patrizî, Folco cerca di strappar l'arma ad uno dei seguaci di Lionetto, ma è ferito presso la fonte. Alcuni amici lo traggono all'acqua per detergergli il sangue. Aquilante è rimasto presso la gran porta, atterrito.)

[p. 22]

FOLCO.

Sangue! sangue!

(Le donne e i fanciulli si raggruppano spauriti presso la fontana.)

I FANCIULLI.

Ecco, l'acqua divien rossa...

LE DONNE.

O fontana di pianto e di dolor!

(La sera è discesa profonda. Nella lontananza il colle, le case disseminate sui suoi fianchi e la città tutta s'accendono di lumi.)

(Cala rapidamente la tela.)

[p. 23]

Atto Secondo

Amore.

Interno di villa signorile nel modo terminale del Trecento, al sommo d'un poggio, presso al campo degli assedianti.

Ricca stanza d'accesso, dal soffitto a cassettoni dorati. In fondo, un loggiato ad archi con pergola sovra il terrazzo, d'onde, per marmorea scalea, si discende alla campagna.

Ampî cortinaggi cadono tra' colonnini, ascondendo alla vista il prossimo attendamento. Il loggiato s'inflette da ambo i lati, formando due gallerie laterali, chiuse solo da grevi panneggi.

Nella sala, a destra, un uscio aperto adducente all'alcova, ove scorgesi, a rosea luce, sotto gran baldacchino, il letto dorato.

Più avanti un altr'uscio, che lascia vedere in glauco lume diffuso un oratorio con l'inginocchiatoio di legno nero intagliato sotto una Vergine giottesca, innanzi alla quale arde argentea lampadetta votiva.

Nel mezzo un tavoliere dorato con sopravi un vassojo e una coppa e all'ingiro alti sedili scolpiti.

Alle pareti, majoliche faentine e arazzi fiamminghi; trofei d'armi nel fondo; intorno, mensole e sgabelli con vasi e cofani; due o tre alti candelabri a tripode in ferro battuto, con torcetti di cera vergine.

A manca, una serie di tre balconi ogivali a vetri istoriati e adorni di pesanti cortine. Ovunque, origlieri e tappeti orientali.

È giorno alto.



[p. 24]

(Gloria, ravvolta in gramaglie, giace assopita sovra un cumulo di serici cuscini. — L'Orvietana, vestita alla foggia pittoresca della sua terra, le è da presso.)

L'ORVIETANA.

S'assopì nel dolor... Scrutiam la sorte...
Morte, o gloria ella avrà?...
(Sollevata alla dormente la mano, vi scruta con avide pupille nel palmo.)

GLORIA

(sognando come sotto un incubo).
Padre, a' tuoi piedi
sono... O fantasma, che mai chiedi?

L'ORVIETANA

(lasciando ricader la mano della giovane donna, cupamente).
Morte!


(S'ode un rombo lontano)

GLORIA

(sussultando, e ridestandosi).
Donna, che fu?... Quel colpo?

L'ORVIETANA.

Rimugghiò la bombarda...

GLORIA.

5E gli eserciti?

L'ORVIETANA.

A fronte...

GLORIA.

E il mio fratello?

L'ORVIETANA.

Guarda!
(Si avvicina a un balcone, e solleva un lembo del cortinaggio.)

GLORIA

(rabbrividendo, e celandosi il volto tra le palme).
Ahi, tutta l'ira da' cor' si disserra!
O terribile strage! o crudeltà!

[p. 25]

L'ORVIETANA

(con intenzione).
Odio è guerra sulla terra:
solo amor pace farà...

(Tuona un altro colpo più prossimo.)

GLORIA.

10Odi! Quel rombo s'avvicina, atterra
mura, s'avventa sulla mia città...
Ecco; un fantasma s'è levato, ed erra
sovra i campi... Che mai, donna, sarà?

L'ORVIETANA.

La tua patria periglia...
15Ma salvarla ancor puoi....

GLORIA.

Deh, mi consiglia!

L'ORVIETANA.

Odio è guerra sulla terra:
con amor pace verrà...
E Fortebrando, per un tuo sorriso,
fiori e canzoni oggi ti manderà.

GLORIA

(risoluta).
20Ah! tu ripeti il patto infame... Accetto!
Vanne dal tuo signor.. Digli che aspetto...
Io sarò sua!...

L'ORVIETANA.

Dunque, cedete?

GLORIA.

Va!

(L'Orvietana esce dal fondo a sinistra.)



[p. 26]

GLORIA

(rimasta sola, si appressa lentamente al balcone ove, sollevato un panneggio, considera da lungi la città assediata.)
O mia cuna, fiorita di sogni e di melodi!
o palvese di gloria! o martire città!
25Se nel sangue tu affondi, e il mio pianto non odi,
possa il mio vóto estremo darti la libertà!
Questa mia giovanezza, cagion del tuo dolore,
ti consacro e t'immolo con la mia stessa man:
ma un funesto tormento, porterò nel mio core,
30un amor ch'io nascondo, che non vedrà il doman!
(Con immenso dolore).
Con l'artiglio crudele, sul mio dolce cammin
m'ha fermata il destin!...

(Entrano dalla sinistra galleria, in bell'ordine, ancelle recanti canestri di fiori magnifici, trionfi di elettissime frutta ed anfore di vini pregiati [.] La schiera si bipartisce, avvicinandosi a Gloria.)


CORO

Da' verzier de' Monaldeschi,
dove treman ballatette,
35ti rechiam co' fior' de' peschi
fraghe e prugne vïolette...

GLORIA

(dogliosamente).
(Nessun fiore per me dà primavera!)

CORO.

Han le rose e gli arbuscelli
dolce gara tra di loro:
40adornare i tuoi capelli
chi potrà del lieto coro?




Son dïafani com'ambra
di Montalto e d'Elsa i vini:
li distilla ancor Dïambra
45su pei colli porporini.

[p. 27]

GLORIA.

(Prima de l'alba in me scese la sera!)

(Le fanciulle, riempiono di fiori i grandi vasi faentini, e di frutta i panieri sulla tavola.)

(Come fèle ed assenzio, amara è la mia sorte!)

CORO.

Ma il tuo volto è come fiore:
ride al maggio ed all'amore.
(Inchinandosi si ritirano.)

GLORIA.

50(Par che queste fragranze rechin tremor di morte!)



(Prima che le fanciulle escano, appare da destra, in fondo, in attitudine circospetta un mercatante, ma i suoi abiti celano Folco de' Bardi.)

FOLCO

(non riconosciuto dalla sorella, procede grado a grado verso di lei, esprimendo la lode delle sue gemme).
O madonna, traemmo d'Orïente,
per riverire vostra Signorìa;
venimmo di Sorìa,
e gran colpi vedemmo, e cader gente.
55Ma le pietre han valor contra ogni schianto,
e ferite risanan le più triste:
pe' guerrier le ametiste,
pe' vegli l'ambra, e per le donne...

GLORIA

(tristemente).
Il pianto!

FOLCO

(pronto).
Pianto s'asciuga a foco di rubino:
60su, madonnetta, ossèrvalo...
(le mostra un anello)

[p. 28]

GLORIA

(trasalendo e vacillando, poi che ha riconosciuto l'anello paterno).
Gran Dio!

FOLCO.

Tremi?

GLORIA.

L'anel paterno!

FOLCO.

Ohibò, ch'è mio!

GLORIA.

D'onde vieni? Chi sei?

FOLCO.

Ti son vicino...
(Folco si rimove dal capo il breve lucco che lo copriva, rivelando le sue vere fattezze alla sorella.)

GLORIA

(con un grido).
Folco!... Sei tu?

FOLCO.

Son quello!

GLORIA

(disperatamente).
Ah, mio fratello!


FOLCO.

Tu mi nomi fratello: io non ho più sorella!

GLORIA.

65Che mai dici? non vedi?

FOLCO

(con terribile ironia).
Sì! Sei bella;

[p. 29]

Anche la soldatesca
t'ama. Dei capitani di ventura
sei la mirabil' esca...
Travarcando le mura,
70ove la morte danza,
ascoltai la parola
terribile: “È l'amanza!...„
è la druda di lui, del Fortebrando,
il nemico esecrando!...
75E sei tu la figliuola
d'Aquilante? sei tu
lo speglio di virtù?

GLORIA.

Ah, le atroci parole! ... Come un maglio
tu mi percoti il core...

FOLCO.

80Non basta! Dèi saper del genitore...

GLORIA.

La sua morte?

FOLCO.

Così!... Fummo al Travaglio,
oste contr'oste. Della Tressa il ponte
ci divideva. Arcieri e balestrieri
saettavan la morte. Sulla fronte
85de' nostri, de' fratelli tuoi, de' fieri
patrizî era tuo padre, erto gigante...
Dal cielo rutilante
parea scendesse la Vittoria alata
sulle nostre bandiere...
90Quando da archibugiere
nemico scocca una pietra infocata:
colpillo al fronte, e la canuta testa,
reclinando...

[p. 30]

GLORIA.

Pietà! pietà! T'arresta!...

FOLCO.

No!

GLORIA.

Per dolor del mio dolor, ti basti!

FOLCO.

95E tu dov'eri? Ov'erano i tuoi casti
labbri, e le vereconde
ciglia, e le chiome bionde?
Su gli origlier della lussuria infidi
posavi, e in braccio all'empio...

GLORIA

(stramazzando a' piedi del fratello).
M'uccidi!

FOLCO.

100No, folleggiar tu dèi col tuo bel drudo,
contemplando l'orror di tua sciagura,
o, fra tutte le spose, eletta sposa!

GLORIA

(rilevandosi fieramente).
Senza taccia è il mio nome!

FOLCO

(con sarcasmo).
O vano scudo!

GLORIA.

Non accusarmi ancora!
105Aspetto la grand'ora...
Un vòto strinse il filial mio core...
Il crudo vincitore
m'abbia in mercé di sua ritratta: forte,
poscia m'avrà la morte...

[p. 31]

FOLCO.

110Vieni, vieni con me!

GLORIA

(desolatamente).
Ho le catene... Ahi me!

FOLCO

(addolorato e commosso).
O mia dolce sorella, giovanetta sublime,
forza del nostro sangue, di nostra terra fior,
tu non morrai!.... Non muore l'aquila sulle cime,
115se la saetta il sole de' suoi mille fulgor...

GLORIA.

O diletto fratello, parla ancor, mi consola...

FOLCO.

Come lieve carezza ti sia la mia parola...

GLORIA.

Nel sonno e nella veglia, qual di vergine affranta,
m'apparve in sue gramaglie la misera città;
120e moderò mio strazio la speme atroce e santa
di riscattar col sangue sua fiera libertà...

FOLCO.

Io ti credea perduta per la nostra memoria,
e ti ritrovo intatta, come vergineo stel...
ma il nemico morrà!...

GLORIA.

Che pensi?...

FOLCO.

Col pugnale
125de' Bardi!... Alle tue stanze vado... L'aspetterò...
Tu l'invìta!

[p. 32]

GLORIA

(con orrore).
Giammai!...

FOLCO.

Rincòrati! Il mortale
attimo viene...

GLORIA.

Il sangue mi fa orror!...

FOLCO.

Ed allor
un'altr'arme ci resta...

GLORIA.

Ah no!

FOLCO.

La pietra verde,
che il padre ti commise... Versa il velen con ciglio
130fermo...

GLORIA

(schermendosi).
È viltà!...

FOLCO.

No, qui!...

GLORIA.

(L'anima mia si perde!)
(Folco, violentemente, afferra la sua mano, nel cui anulare è il castone col veleno, e lascia cadere nella coppa di Lionetto la polvere.)

FOLCO.

Qui nel suo vino...
È fatto!... È il suo destino!...
Or ch'io vada a celarmi!... Attendo... là!
(raccoglie la sua benda e si precipita nell'oratorio.)

[p. 33]

GLORIA.

Vergine Madre, abbi di noi pietà!
(Cade sull'inginocchiatoio, indi si risolleva, con terrore.)
Mio fratel m'atterrò, mi disse indegna!
135E veramente maledetta io sono!
L'odio superbo nel suo petto regna,
ma il mio cor s'avvilisce nel perdono...
Ah, potessi odïar!... Vendetta bramo:
Ma non posso! non posso!... Ei m'ama! Io l'amo!...
140Padre mio, deh! contempla il mio martir...
Vendicarti non so... Meglio morir!...

(Lentamente e dolorosamente rientra nella sua stanza.)

LIONETTO

(appare dalla sinistra galleria del fondo, seguìto da varî uffiziali e trombetti impartendo dall'alto ordini a ciascuno).

(a un alfiere)
Enzo Manfredi, tra un'ora il segno...
Tema, chi tarda, tutto il mio sdegno!
Ogni bombarda lo Scotti prenda...
(a un altro)
145Tu, Bonsignori, nella mia tenda
aduna i Bàvari...
(a tutti)
Mostransi irate
le Bande Verdi? Sien disarmate!...
(leggendo discosto una carta)
(L'Oddi, il più fido compagno d'armi,
compro da Roma? Un sogno parmi!...
150O cor, sei fango!
(forte)
Che il Perugino
sia tratto al maschio di Montalcino...
(sciogliendo un altro rotolo, tra sé, stupito)

[p. 34]

(Qui suo fratello!)
(forte)
Al campo han scorto
Folco de' Bardi... O vivo o morto!
(Gli altri uffiziali si allontanano al suo cenno.)
Combatter sempre!... E quest'anima fiera
155fra tormenti e minacce arde e si strugge;
e l'amor ch'io sognai rapido fugge
in un cielo di sangue e di dolor...
Gloria, tu sei la vergine Chimera,
coronata di sole;
160pur son vane per te le mie parole,
è vano il mio valor!...
Io ti bramai sui campi della Morte,
con ansia trionfale:
or placa la mia sorte,
165sorridi col tuo grande occhio fatale...


(L'uscio dell'alcova si schiude, e appare Gloria, rivestita di broccato e adorna di gemme. Ella resta sul limitare, fra le pieghe dei panneggi.)


GLORIA

(nascondendo la sua commozione).
Fortebrando, signore, eccomi a te!

LIONETTO.

Tutta l'anima mia si prosterna al tuo piè!...
(Fa atto d'inginocchiarsi; Gloria gli fa cenno di levarsi.)

[p. 35]

GLORIA.

No, sorgete, vinceste!...

LIONETTO.

Pietà pel vincitor!...
Io toglierò l'assedio! Non ascolti?

(Giunge di lontano, dalla parte degli attendamenti, un verso di tromba.)

GLORIA

(avanzandosi).
Un clamor?

LIONETTO.

170È il segno alla ritratta... Levan tende, là giù...
E il premio dell'indulto, o vergine, sei tu!
(con amoroso trasporto)
Tu, palpitante primavera umana,
che m'arridi in divina castità...
Parla! rinfranca la mia vita vana;
175dammi le labbra, fior di voluttà!...

GLORIA

(con tristezza).
Vostra preda son io!...

LIONETTO

(conturbato).
E tu cedi così?
(passionatamente)
Ah! di smalto è il tuo gelido sguardo,
la tua carne non vibra esultante;
tu non sei l'Invocata, l'Amante,
180non sei Gloria!...

GLORIA.

Il mio nome è dolor!
Questa bellezza mia fulgida e altera
di sé stessa si sdegna e si disprezza...
La libertà sognai; non quest'ebbrezza:
troppo strana malìa prende il mio cor.

[p. 36]

LIONETTO.

185La libertà sognai, con la carezza
del tuo labbro sereno, incantator...

GLORIA

(indicando la spada di lui).
Il vostro trionfo è l'acciar...

LIONETTO.

Sì, troppo di sangue ebbe sete:
or deve al tuo piede posar...
(Si toglie la daga corta, e, piegando il ginocchio, la depone al piede di Gloria.)


(Improvvisamente, giunge ad essi, dalla destra, l'eco di grida interne. Lionetto sorge, ascoltando.)


VOCI.

190A morte il traditore!

VOCE DI FOLCO.

Ah! Vili!

ALTRE VOCI.

A morte!

LIONETTO.

Quei gridi!

GLORIA

(riconoscendo la voce di Folco, con terrore).
(È mio fratel!...)

LIONETTO

(slanciandosi).
Varcan le porte!

GLORIA

(trattenendolo).
Son risse di soldati!...

LIONETTO.

Io vo' veder!...

GLORIA.

Inferociti son! V'è da temer!...

[p. 37]

LIONETTO

(palpitando di commozione).
Tu paventi per me? Non mi respingi più?
195La divina parola dimmela, dilla tu!...
Pel nome sacro del tuo genitore,
dimmi che m'ami! Parla, per pietà!

GLORIA

(smarrita, combattuta, spingendolo verso il fondo).
Or t'allontana, ti scongiuro, va!
Più tardi mi vedrai!

VOCI INTERNE

(furiosamente).
A morte! A morte!

GLORIA.

200Ah terror!

LIONETTO.

Non temer! Li domerò!

GLORIA.

Ti perdi!

LIONETTO.

Ai piedi tuoi li condurrò!...
(Nel momento in cui si precipita per uscire, appare Folco, preso prigioniero, e condotto dagli ufficiali di Lionetto.)


LIONETTO

(con ira e stupore).
Folco, sei tu? Tu qui?... Simulato così?

FOLCO

(fieramente).
Sì!... Con l'ira che mai non perdona,
la fiera vendetta mi sprona
205il colpo mortale a vibrar!...
(Si avventa fulmineo su Lionetto, col pugnale levato, ma Lionetto gli afferra il braccio, e lo disarma.)

[p. 38]

LIONETTO.

Il tuo braccio è maldestro a vendicar!
Chiedi mercé...

FOLCO.

Già mai! Vile non sono!

GLORIA

(disperatamente a Lionetto).
Ah per pietà!...

(Alla voce di Gloria, il furor cieco di Lionetto subitamente si placa: egli lascia cadere il ferro.)

LIONETTO

(a Folco, nobilmente.)
E ben, va! Ti perdono!

FOLCO

(con ira dissimulata e con ironia.)
Sia laude al tuo cor generoso,
210o duce da' cento stendardi!...
Tu lavi ogni offesa; la figlia dei Bardi,
colomba di pace, tua sposa sarà...
Ancor con fraterna larghezza,
volesti ammansir l'odio mio...
215Su l'aspro passato si stenda l'oblìo,
il fiero nemico ti sa perdonar...

LIONETTO

(in atto di congedo).
Sta ben! Pace ti scorti!

FOLCO

(a Gloria con chiusa ironia).
Addio, sorella!
Amalo pur!

GLORIA

(esultante, credendo nella sincerità di Folco).
È salva la città!
(Folco si allontana dal fondo: le guardie rientrano.)

LIONETTO

(quasi parlando a sé stesso).
(Pur tentò di colpirmi... E se fosse mendace
220la sua promessa?... O core, chi ti darà la pace?)

(Egli s'è avvicinato alla tavola, e prende la coppa per attutir la sua sete.)

[p. 39]

(Gloria ha sollevato le ciglia, e scorge, atterrita, Lionetto in procinto di bere: rapida corre a lui, e gli strappa di mano la coppa.)

GLORIA.

Non bere!... È la morte per te!...
(getta lunge la tazza)

LIONETTO

(con stupor doloroso, comprendendo il tranello).
Tu pure... Tu pure! perché?
(prorompendo, con grande ira)
Ingannatrice! Ti scopro alfin!...
L'odio tenace nel cor ti sta!
225Spargesti agguati sul mio cammin!
Vuoi la mia morte?... Che vuoi?...

GLORIA.

Pietà!...
Se d'un peccato sento il timor,
ei non è d'odio, guarda! è d'amor!...

LIONETTO

(palpitando).
Che dici mai?

GLORIA.

Mio vincitor!
230Si risveglian, raggiando, con armonie di luce,
le speranze lontane, i sogni del pensier...

LIONETTO.

Divina, mia divina!

GLORIA.

In te respiro l'estasi arcana

LIONETTO.

O mia sovrana! Tutta ti bramo!

GLORIA.

235Sì, vieni! t'amo!...
Per la dolcezza de' giorni lontani,
per l'immensa tua fede io t'amerò...
Un'aurora di pace avrem domani:
dammi il tuo core, il mio ti donerò...

(Lionetto, ebro d'amore, s'è precipitato nelle braccia della giovane, serrandola al petto in estasi profonda)

[p. 40]

LIONETTO

(con ebbrezza).
240Parla! rinfranca la mia vita vana;
dammi le labbra, fior di voluttà!...

(I due giovani han congiunto le labbra in un bacio d'amore.)

VOCI INTERNE.

— La resa!... La resa!...
— Vittoria!... Vittoria!...

LIONETTO

(guardando a traverso il balcone).
Ondeggia un segnal di vittoria!
245Bandiera di pace e d'amor!

GLORIA.

Sposo!

LIONETTO.

Sposa!

A DUE.

Ci aspetta l'altar!

LIONETTO.

T'amo!

GLORIA

(precipitandosi sul suo petto).
Amor!

(La cortina è spalancata. Nel fondo scintillano al sole le bandiere. Lionetto cinge delle sue braccia la giovane donna.)

VOCI.

— Vittoria! Vittoria!
— Gloria! Gloria! Gloria!



(Cade la tela.)

[p. 41]

Atto Terzo

L'altare.

Interno del Duomo. Tre navate. In fondo la porta principale, e ai lati due porte minori, chiuse tutte. L'organo è interno.

Nel braccio sinistro del transetto sul davanti (presso il proscenio) è una cappella gentilizia, adorna di festoni in sciamito d'oro e di candidi veli tra ghirlande d'ellera e d'olivo: l'altare, cui si accede per gradi marmorei, è in alto, ma se ne scorge appena una parte; di fianco all'altare, un uscio comunicante con la sacrestia.

Al destro lato, di contro al descritto sacello, sorge un mausoleo in marmo nero, sul cui basamento son disposte recenti corone votive tra ramini di lauro e di palma: sull'urna in aurei caratteri è inciso il nome di Aquilante de' Bardi.

Addossata a una colonna è una pila d'acqua santa: ad altra, un pergamo istoriato.

Un'ultima luce crepuscolare palpita dai finestroni colorati.



All'alzar della tela si compie la cerimonia nuziale.

Sull'altare, entro la cappella laterale, è il Vescovo in sacri paramenti tra canonici in dalmatica.

Sul sommo grado, inginocchiati su serici cuscini, stan Gloria e Lionetto: ella in veste nuziale guarnita di candide ghirlande, egli è in giustacuore bianco.

[p. 42]

Ai lati della gradinata sono sulla dritta le cittadine dignità in lucchi rossi e cappe d'ermellino, sulla manca le maestranze delle dodici Arti con le loro insegne.

Lungo la navata centrale giovinette bianco–vestite, in doppia riga, attendono gli sposi con argentei bacili ricolmi di rose: dietro loro gli alfieri e i donzelli del Comune dai giubbetti verdi.

Gran turba di popolo si addensa nel fondo presso le porte.

Folco, in abito da cordoglio, è genuflesso al contrario lato, dinanzi al mausoleo, fervidamente orando, con la fronte affissa al marmo funerario.



IL VESCOVO

(impartendo agli sposi genuflessi la finale benedizione)
Vi benedico in nome del Signor!
(a Lionetto)
Or parla al popol tuo, parla d'amor.

(Lionetto sorge in piedi, lasciando Gloria ancora inginocchiata: tutti attendono ansiosi.)

LIONETTO

(solennemente, alla moltitudine).
Popolo, esulta!... La divina pace
l'ali distende, e dell'ira pugnace
5ecco spense la face.
Come fronda d'olivo, come giglio de' campi,
la mia sposa soave venne tra l'armi e i lampi,
messaggera d'amor...
E per lei, pel suo fronte, chiuso tra le ghirlande
10o fratelli, l'indulto dalla città si spande
oggi su tutti i cor...

GLORIA

(alzandosi anch'essa, a Lionetto).
Di mirifica gioia il cor mi scande:
ringraziato tu sia, dolce signor!

[p. 43]

LIONETTO

E la vostra parola tra queste sacre porte,
15sia canto di vittoria, e fughi con la morte
l'odio vendicator..

(Il Vescovo ricongiunge agli sposi le destre.)

(Alla voce dell'organo, Folco risolleva il fronte doloroso dal marmo, guardandosi attorno quasi trasognato.)

FOLCO

(sommessamente, fra sé).
(Ombra del padre mio!... Ti riconosco!...
Sorgi dal sonno eterno...
Brilla in tuo ciglio fosco
20una vampa di scherno...
No, no, ascolta!... Pietà!... Pel tuo cor puro,
per la tua fiera sorte,
pel Dio che m'ode, giuro:
vendicata sarà oggi tua morte!...)

IL VESCOVO.

25Signore, t'invòco!
Divino è il tuo foco!

IL CORO.

— Pura stella d'amore!...
— Corona di splendore!...
— Fontana di candore!
30— Giglio di castità!

IL VESCOVO.

O spirito onnipossente,
scendi sulla tua gente!

TUTTI.

Al Signore sia lode!
Ogni frode sventò...

[(] In questo alcuni giovani patrizî della fazione guelfa, staccatisi dalla folla, cautamente s'appressano al mausoleo, ov'è Folco, e inginocchiati gli parlan sommesso, prima proferendo un versetto latino quasi a cenno convenuto.)

[p. 44]

PRIMO GRUPPO

(a bassa voce).
35Dies irae...

FOLCO.

Dies istae...

SECONDO GRUPPO

(c. s.).
L'ora è piena...

TERZO GRUPPO

(c. s.).
L'ira è desta!...

FOLCO

(c. s.).
Quanti?

PRIMO GRUPPO

(c. s.).
Venti, e fuori mille...

SECONDO GRUPPO

(c.s.).
Niun sospetto!...

FOLCO

(c. s.).
Inerme ei venne?

TUTTI

(c. s.).
Sì!

FOLCO

(c. s.).
Sta ben... Solo nel tempio
40cader ponno oggi i tiranni...
(accennando alle corone e alle palme deposte sul monumento)
Sì, com'aspide tra' fiori,
il pugnal tra' lauri sia...
Clamerete nel trambusto:
“Libertà!„

TUTTI

(con impeto soffocato).
“Libertà!„

[p. 45]

FOLCO

(con l'indice alle labbra).
45Dies irae...

TUTTI

(sottovoce).
Dies istae...

IL VESCOVO

(intonando).
Magnificat anima mea Dominum...

IL POPOLO

(ripetendo e seguitando).

Uomini.

— Magnifica il Signor l'anima mia,
che nel Dio di salute anco esultò...

Donne e fanciulli.

— Il suo braccio invisibile i superbi
50co' lor vani disegni sgominò...

Insieme.

— E depose i potenti di lor soglio,
e gli umili a' fastigi alto levò...

(Il Vescovo, seguito dal clero, discende dall'altare, e rientra in sacrestia per l'uscio laterale attiguo.
Lionetto e Gloria, tenendosi per mano, scendono lentamente i gradini.)



(Si spalancan le porte del tempio. A un cenno e dietro l'esempio di Folco i giovani patrizî han tolto alla base del mausoleo rami di quercia, di palma e d'alloro per cingersene il pugno, in cui tra le fronde balena un pugnaletto.
Come Lionetto Ricci con la sua sposa giunge a mezzo della navata centrale, s'arresta e volge intorno gli sguardi a ricerca.)

LIONETTO

(a sue genti).
Mio fratello dov'è, Folco de' Bardi?

[p. 46]

(Folco, all'appello, gli muove incontro da manca, seguìto dal gruppo dei giovani compagni, agitanti in segno d'allegrezza le rame e le palme nel pugno armato.)

FOLCO

(accostandosi a Lionetto con infinta lealtà).
Eccomi a te, cognato e mio signore,
55con questi eletti cavalier gagliardi,
per darti fede e per offrirti onore...

(La folla meravigliata s'apre per far largo a' cavalieri.)

POPOLO

(con grida d'allegrezza).
I cavalieri! i cavalieri!

FOLCO

(appressandosi vieppiù).
E ti rechiam l'omaggio
de' lauri nati al raggio
60di tuo valor più saggio,
per tua nomanza e per comun vantaggio...

LIONETTO

(ringraziando).
Mercé, signori! E sia
vostra gran cortesia
suggello a fellonia...
(rivolgendo a Gloria lo sguardo)
65Ma il mio lauro più lieto è questa pia...

GLORIA

(con dolcissimo affetto si stacca dallo sposo e va verso il fratello.)
O Folco, in mia letizia,
quasi vel di mestizia,
scende tua nimicizia:
or che sei giunto, è piena mia dovizia!...

IL CORO

(d'intorno.)
70Come fronda d'olivo, come giglio de' campi,
la sua sposa soave venne tra l'armi e i lampi,
messaggera d'amor...

[p. 47]

(Lo stuolo de' congiurati ha ormai disgiunto la coppia nuziale dal corteggio: Gloria e Lionetto son circondati a mezzo il tempio da' giovani faziosi.)

LIONETTO.

Qui sul mio petto, che più non langue...
(schiudendogli le braccia)
E questo amplesso gli antichi errori
75e i torti lavi...

FOLCO

(abbracciandolo).
Sì, col tuo sangue!...
(E gl'immerge nel dorso il pugnale dissimulato tra le foglie.)

I CAVALIERI.

Tiranno, muori!...

LIONETTO

(sentendosi colpito, con un grido).
Ah!... traditori!...

(Egli vacilla, e cade a' piedi di Gloria, che getta un urlo di raccapriccio. — Grande agitazione crescente tra la folla sgomenta: le donne gridano atterrite.)

FOLCO

(con gioia selvaggia rivolto alla tomba paterna).
Mia promessa è compiuta!

GLORIA

(cadendo a' ginocchi presso il corpo dello sposo).
Pietà!

LA MOLTITUDINE

(in varî atti di dolore o di sdegno).
— Sacrilegio!
— Nequizia!
— Viltà!

[p. 48]

FOLCO

(gridando alla turba).
— Libertà!

I CAVALIERI

(snudando e agitando le spade).
— Libertà!
— Libertà!

(I congiurati guelfi con le daghe ignude sospingono la gente verso le porte. — Gloria è caduta intanto sul corpo inanimato dello sposo, Folco tenta distaccarnela a forza.)

GLORIA

(gemendo).
80Sposo mio!...

FOLCO

(trascinandola invano).
Vien meco!...

I CAVALIERI

(gridando).
All'armi!

GLORIA

(respingendo disperatamente il fratello).
No!...

FOLCO

(furibondo).
Tu l'ami?

GLORIA

(con impeto sublime, risollevandosi)
Sempre!...

VOCI LONTANE.

All'armi!

FOLCO

(ferocemente, a Gloria).
Vil! Tua mente s'è smarrita
al suo fascino infernal...

[p. 49]

GLORIA

(ebra di passione e d'angoscia).
Egli è il lume di mia vita,
85il mio sogno trionfal!

FOLCO.

No: tu vittima sei! Ti svelerò l'inganno!

GLORIA.

Sul suo petto ch'io muoia, nel suo vermiglio solco!

FOLCO.

Ti salverò...

GLORIA

(offrendogli il seno).
Colpisci!...

FOLCO

(traendola ancora).
Vieni!... T'immoleranno!...
Odi: la mischia infuria!

VOCI

(dalla piazza).
Guerra! A morte! Ov'è Folco!

FOLCO

(fremebondo).
90Masnadieri! Ah, la mia spada!
(snuda il suo ferro)
Fiero Iddio della vendetta,
ch'ogni vil nemico cada!
(a Gloria)
Qui m'attendi, maledetta!
(Folco, dopo aver trascinato la sorella fin quasi alla porta Maggiore, la respinge brutalmente, facendola stramazzare sul pavimento. Indi ad alcuni seguaci:)
Sien sbarrate le porte! Vigilata ella sia!
(crudelmente a Gloria)
95Ribelle, non potrai sottrarti all'ira mia!



[p. 50]

(Tutte le porte sono violentemente chiuse. La chiesa è rimasta fiocamente illuminata da poche lampade: poiché, nel trambusto, i ceri furono travolti e spenti. Emergono, nella penombra, in misterioso profilo, l'altare, il pergamo, il monumento funerario. — Una mite luce di luna penetra e si diffonde a poco a poco, da uno dei finestroni, nel tempio. Essa illumina in pieno l'imagine della Vergine trapunta sulla bandiera del Comune, portata nella Cattedrale in segno di concordia e di letizia. Le colonne gittano ombre fantastiche. La chiesa è tutta conquistata dal mistero notturno, ed esprime in esso la sua poesia, mistica e solenne, penetrata dal ricordo della scena d'orrore e dal palpito delle due anime disperate racchiuse tra quelle sacre mura. — Lionetto giace svenuto a traverso i gradini dell'altare. Gloria è per terra, presso la porta e la sua figura bianca spicca in una vasta zona d'ombra.)

LIONETTO

(lentamente rinviene, si solleva a fatica sui cùbiti e sbarra gli occhi nella penombra).
Gloria, ove sei?

GLORIA

(che l'ha udito, si rialza penosamente, e gli si avvicina vacillando, tremante d'angoscia e d'amore).
Qui, sul tuo cor...

LIONETTO.

Mi morde
dentro gran fiamma...

GLORIA

(ricercando con lo sguardo).
Ah! l'acqua santa...
(Ella corre alla vicina pila dell'acqua benedetta, e v'immerge il fazzoletto, indi ritorna al morente, gli bagna con quello le tempie e gli rinfresca la bocca.)

LIONETTO.

Oh, lene
frescura!... oh, dolce man misericorde
sulle mie vene!...

[p. 51]

GLORIA

(fra sé, rabbrividendo).
100(Tutta è vermiglia del suo sangue!)

LIONETTO.

Sposa!

GLORIA.

Parla, mio cor!...

LIONETTO.

Mio cor, ti risovviene?...

GLORIA.

Di che mai?...

LIONETTO.

Della fonte luminosa
tra le verbene?

GLORIA.

Fontechiara!... L'indulto!...

LIONETTO.

Ora d'ebrezza,
105ov'io rividi, delle rose rosa,
nel sorriso d'April tua floridezza...

GLORIA.

E l'orgogliosa
anima mia tremonne in sua fierezza...

LIONETTO.

Ed io conobbi ardor soave e forte
110primieramente...
(mancando)
Amore e Morte!...

GLORIA

(con angoscia disperata).
Tu non morrai! Fior di mia vita,
vedi lo strazio del mio dolore!
Chiuda il mio labbro la tua ferita,
balsamo è il bacio, filtro d'amore...

[p. 52]

LIONETTO.

115Baciami... placa la mia tortura...

GLORIA.

L'alito ardente sciolga il tuo gelo...

LIONETTO.

Già l'ombra avvolge la mia sciagura...
L'ultimo bacio!...

GLORIA.

Amor mio santo,
Sorgi con me! Fuggiamo insiem!
120Tu non morrai...

LIONETTO

(risollevandosi a poco a poco).
La morte viene!...
Sposa, diletta, m'apri le braccia!
Con te la morte non m'impaura!
Vieni, deh vieni! Sul cor m'allaccia!...

A DUE

(con trasporto di passione).
Divin tesor!
125L'amor c'inebria, trionfator!

(A questo punto Lionetto, balza in piedi, in un impeto di esaltazione delirante, come davanti a una visione eroica.)
Spalancami le porte! Ecco il sole, ecco il sole!
Le mie cento bandiere! La mia fiera città!...

VOCI DEL POPOLO

(dalla piazza).
Ferro e fiamma!

LIONETTO.

Ah ti salva! Ti salva! Dei fuggir!

GLORIA.

130No! Con te vo' restar, con te morir!

[p. 53]

LIONETTO.

Fuggi! Salvati! Va!...

GLORIA.

No! La mia sorte è qua!...

LIONETTO

(vacillando).
I traditor!

GLORIA.

Fa' cor!...

LIONETTO.

Ah, mi sento mancar!

GLORIA.

(con angoscia suprema, cercando di sostenere Lionetto giunto all'estremo delle sue forze.)
Sposo mio! sposo mio! Rispondi, per pietà!
Ahimè!... Sono perduta! Chi ti soccorrerà!
(Alza lo sguardo, e rivede la Vergine effigiata sul gonfalone.)
135O Madre del Dolor, Donna del pianto,
nella grand'ora bruna,
l'anime nostre aduna,
ricongiunte da nodo anche più santo;
e nostra morte dira
140sia tributo d'amor presso il tuo trono,
sia riscatto dall'ira,
e lavacro sia dolce di perdono;
e benedici a chi vita rifiuta,
e, morendo, tramuta
145odio mortale in sempiterno amor!...

VOCI PIÙ PROSSIME.

Libertà! Libertà!...

[p. 54]

LA VOCE DI FOLCO

(esternamente).
Abbattete le porte!... La vittoria è compiuta!...

LIONETTO

(stramazza con un grido d'angoscia e muore).
Ah! dolor!...

(La porta maggiore cede agli urti, e una folla d'armati irrompe nel tempio, primo fra tutti Folco de' Bardi, con l'acciaro nel pugno. Fratello e sorella si fronteggiano ardenti. Ella ha tolto dal fianco di Lionetto il pugnale.)

FOLCO

(con gioia selvaggia).
Noi vincemmo!... Verrai col vincitor!...

GLORIA.

150No! Non ti temo!
(S'immerge il pugnale nel seno e, cade sul petto dello sposo morto. Folco e le turbe si arrestano stupefatti.)

FOLCO

(con raccapriccio).
Orror!

GLORIA

(sul corpo esanime di Lionetto).
Qui, morir... sul tuo cor!...
(spira)

(Folco abbassa la spada e piega il capo. La moltitudine, percossa di terror sacro, si scuopre: alcuni si prostrano.)

(Oltre il gran portale abbattuto, nel fondo, divampa l'incendio appiccato dai guelfi faziosi alle case degl'imperiali. La chiesa è invasa da quel rossore sinistro.)

(Scende lenta la tela.)

FINE DEL DRAMMA.