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Pitti, Vincenzo

Descrizione di Pisa fatta da Vincenzo Pitti l'anno 1616


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Descrizione di Pisa fatta da Vincenzo Pitti l'anno 1616




1. 7 Settembre 1616 Pisa

La città di Pisa, per la descrizione, che se n'è fatta quest'anno 1616, al presente, fa anime 15177, che così si sono trovate ascendere a tanto numero parrocchia per parrocchia et questo s'intende solo dell'anime che sono dentro alla città. Nella quale descrizione e somma sono monache in numero di circa 800; frati e monaci circa 200 in 9 conventi. Sono in detta città circa 500 ebrei, mercanti 500, preti sono .... La città di Pisa è divisa in sestieri, cioè: sestiere S. Martino in Chinzico, che è tutta la banda di qua d'Arno, cioè verso Firenze; sestiere S. Maria e sestiere S. Francesco, che si dividono tutto il di là d'Arno di verso Lucca per la dirittura del ponte sino alle mura. Pisa è divisa in 36 parrocchie che si dicono Cappelle, governate da preti secolari. Sono in Pisa quattro luoghi pii di carità, principale lo spedale degli infermi di S. Chiara di sulla piazza del Duomo: ha d'entrata circa fiorini 9000 l'anno ed è sotto la cura e governo di Santa Maria Nuova di Firenze. Lo spedale dei trovatelli che ha d'entrata fiorini 2500 tra grano, danari ecc. La Misericordia fu cominciata da 12 cittadini con libre 25 d'argento per ciascuno l'anno 1052 che distribuisce
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lemosine con dote, ha d'entrata l'anno fiorini 2500 e beni, la carità che riceve i poveri orfanelli e la carità li mantiene di limosine. Questi tre sono governati da gentiluomini pisani. Sono in Pisa due chiese collegiate di preti, la chiesa di S. Stefano papa, dove è residenza dei Cavalieri di S. Stefano dei quali si dirà più a basso, e la cattedrale Chiesa intitolata l'Assunta della Madonna; ed è titolo dell'Arcivescovado di Pisa oggi nella persona dell'Imo. e Revmo. Monsignor Francesco Bonciani fiorentino arcivescovo. Ha la detta chiesa n. 26 canonici ed entrata e prebenda di fiorini 260 in circa per ciascuno, e in vero che 21 sono dell'ordinarie e 5 sono delle famiglie. Ha la detta chiesa n. 66 preti cappellani con 8 cherici. L'entrate della chiesa sono governate da un operaio gentiluomo pisano, il quale non debbe avere figliuoli. L'opera mantiene le spese della chiesa. L'opera ha d'entrata circa fiorini 5000 l'anno, consistenti in fiorini 3200 in circa di danai, 1060 sacca di grano e certo poco olio con cera ed incerti che fra tutto si calcola di fiorini 5000 li quali mantengono le grandi spese et l'avanzo si spende in abbellimenti della chiesa, argenterie e paramenti. L'operaio ha di provvisione fiorini 120 l'anno con molti polli. I canonici hanno le distribuzioni del loro capitolo e tra le distribuzioni contenute possono importare l'anno fiorini 200 cioè il migliore sacca 80 di grano. I cappellani hanno le loro distribuzioni dal loro capitolo che ha sacca 100 di grano e possono importare l'anno per ciascuno fiorini 50 o 60 e poi le entrate. Sono in Pisa quattro fori principali: 1 l'ecclesiastico sotto l'Arcivescovo e suo vicario; 2 del commissario che si puol dire il foro secolare civile et criminale, et soprattutto il governo della città;3 della religione di S. Stefano che riguarda tutti i Cavalieri e che ha da trattar con loro
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e la piazza, chiesa e palazzo di Cavalieri sono franchigie; 4 dello studio, quale abbraccia sotto il governo del Rettore tutte le cause di Dottori et scolari e lor dipendenza; 5 c'è di più il santo offizio dell'inquisizione;6 la fortezza per le cose che occorrono fra i soldati, dentro al circuito della fortezza e dentro alla fortezza è franchigia; 7 l'Arsenale per le cose che occorrono tra gli stiavi. Spesse volte avvengono delle controversie per cagione di questi fori. L'entrate della Città di Pisa sono tutte riscosse e tutte colano in dogana dalle polizze delle farine in poi, ed ascendono a fiorini 85000 in fiorini 90000 in circa l'anno consistenti nelli a piè capi cioè:

Gabelle di mercanzie fiorini 30000 Gabelle delle Porte fiorini 22000 Gabelle in più capi fiorini 15000 Gabelle di contratti fiorini 10000 Pigione di case, banchi e magazzini fiorini 1500 Tasse di vino e macello fiorini 5900 Diritti ed altre entrate piccole in tuttofiorini 1000 Ha di spese fiorini 28 etc. _______ l'anno in circa fiorini 8440 tra Ministri, Rettori, Negozianti, offizi di fossi e firme per il sale e spese dell'offizio. Le farine in Pisa rendono l'anno circa fiorini 8000

Il foro secolare ha per capo principale il Commissario e quanto al criminale è universale sopra tutte le iurisdizioni. Nel civile ha rispetto solamente alle liti che sono sotto termini di civile ragione; che sono giudicate dal giudice et nelle mercantili con ricorso di mercanti e le sue sentenze hanno appello alli priori della città. Nelle mercantili il foro
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compentente sono i consoli di mare, l'autorità dei quali, dopo il commissario, è la principale nella città perchè essi veggono tutti i lavori mercantili, tutte le cause dipendenti dalla dogana, tasse, gabelle di contratti, intervengono nell'ufficio de' fossi dei surrogati dei nove di Firenze et nelli grasciai et quanto alli loro ministri chi facesse insulto alle parti o in dogana hanno anche il criminale: son in dogana N. 30 ministri e 30 facchini. Li offizi della città di Pisa esercitati da Pisani soli, sono pochi e di pochissima autorità. I priori che sono sei hanno l'appello delle sentenze del giudice, del commissario ed hanno un assessore che si muta ogni 6 mesi e le loro sentenze hanno l'appello al giudice del futuro commissario. Fanno gli stantiamenti di alcune poche spese della comunità e simili, collegi sei, provveditori uno, procuratori sei, sindaci due: intervengono ad alcuni partiti di spese ed elezione dell'operaio del Duomo ed altre simili cosarelle - l'entrate della Comunità sono circa scudi 3000 l'anno di dazio, l'officio dei fossi i quali sono sei, due consoli di mare, tre gentiluomini pisani, e il provveditore che rende partito. Questo officio ha cura delli sfoghi dell'acqua del piano di Pisa, del rimettere i fossi e della polizia della città e perchè continuamente occorrono molte spese e perciò si fanno delle imposizioni, però è stimato e temuto ed è di grande rispetto alli altri. Ha obbligo particolare di tenere netti e pronti alcuni fossi principali, cioè (questo ha l'assegnamento di quel che pagano i passi alle altre fattorie) il fosso da Pisa a Livorno, il fosso da Pisa a Ripafratta et a sue spese di mantenere ponti sopra alcune strade et per assegnamento ha l'infrascritte cose, cioè: Dalla dogana ogni anno fiorini 3500 che dipendono dal sale. L'opere delle bestie del contado, cioè i contadini di piano sono obbligati per ogni bestia grossa lire una in
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cambio di due opere e quelli della collina......

lire 10 per un'opera per bestia le quali importano l'anno fiorini 2200 tra condannazioni ed altre regalie in circa fiorini 300 _______ fiorini 6000

c'è di più l'incasso di quel che pagano i navicelli alla tettoia che importa scudi 1200 (i navicelli che navicano per Arno da Pisa a Livorno sono 800circa) l'anno, il quale assegno è destinato al mantenimento et votata del fosso di Livorno et sotto la tettoia, il quale importa più di fiorini 1500 l'anno, e però se si calcola tutte le soprascritte entrate:

Ha di carichi il detto officio l'anno circa fiorini 1500 o più 3 Offiziali Pisani fiorini 72 Provveditore fiorini 300 Cassiere fiorini 150 Sotto Cassiere fiorini 60 etc. ______ In tutto fiorini 1535

L'ufficio del commodo è sopra il fare accomodare chi vuol murare o coltivare. Gli officiali di grascia - con questi intervengono i consoli. I consoli dell'arte della seta, i quali hanno la cura dell'officio dell'onestà, e conservatori di detta arte ed altri consolati di altre arti rispettivamente. La distribuzione degli uffici e squittinio si fa di questa maniera che si mandano a partito tutti i cittadini e quelli che vincono si mettono in una borsa che si chiama delli consolari che sono i cittadini che fanno a coppia il magistrato per anni 5 e fanno le polizze del magistrato. C'è di più il consiglio generale, il quale è di numero 51 cittadini, nel quale si fanno alcune deliberazioni e partiti delli squittini e si fanno in questa maniera: Prima va a partito la loro proposta tra i priori e
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collegi che sono 12 per i due terzi, va al secondo partito i medesimi con i buoni Giudici a provveditori che sono in tutto N. 21, vincendo fra questi i due terzi va a partito nel consiglio del 51 cioè li suddetti 21 e 30 che si chiamano il consiglio che si traggono e vincendo per i due terzi è vinto il partito, e non vincendo al primo, non va a partito negli altri e così nel secondo non va a partito nel consiglio. La fortezza ha un capitano, oggi il signor Oratio Tornabuoni con 50 soldati, ha una compagnia di cavalieri 100, che sono 90 compreso il signor Piero Capponi. C'è la banda di soldati, capitano il Signor Muzio da Montauti ed ha 2500 soldati e risiede in Pisa. C'è la banda di Cascina, capitano il Signor Abramo e fa numero 1700 soldati ed il capitano risiede in Pisa. C'è la banda di Livorno, Capitano il colonnello Migliorati, fanti 25. Et sono bande di soldati fuori della città nello stato e dominio pisano. Peccioli con n. soldati, capitano Banda di Prato santo con capitano Banda di Rosignano di cavalli 97 che è per la marina n. cavalleggeri alla marina, che vanno scorrendo la marina. Banda di Campiglia n. Capitano Sono in Pisa quattro fabbriche nobili, e di gran bellezza: Il Duomo, la Chiesa di S. Giovanni, il Camposanto, il Campanile torto. Due cose nobilitano la città di Pisa, la Religione di S. Stefano e lo studio, nel quale sono circa 600 scolari e numero 53 dottori, le provvisioni dei quali importano l'anno circa ducati 1600 mediante il quale studio sono quattro Collegi di studenti ricevuti et spesati, senza alcuna spesa particolare. 1 Il Collegio di Sapienza, detto collegio ducale, nel
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quale sono spesati n. 39 scolari a spese del Gran Duca: importa la spesa circa fiorini 1500 l'anno. 2 Il Collegio Ferdinando, nel qual sono spesati n. 42 scolari a spese di diverse città e terre dello stato, che avendo obbligo di mantenere alcuni scolari a studio a fiorini 50 per scolare l'anno, e sono stati messi insieme gli assegnamenti, si spende così fiorini 6500 di ciascun luogo è formato detto Collegio. 3 Il Collegio Puteano fatto dall'Arcivescovo Dal Pozzo nel quale si mantengono n. 8 scolari di piemonte con assegnamenti di ducati 8 il mese per ciascuno et ne ha cura e soprintendenza l'Arcivescovo. 4 Il Collegio di Montepulciano mantiene 8 scolari, per lascio fatto dal Cardinale Monte-Pulciano et ha d'entrata fiorini 85 il mese per scolare. La Religione dei Cavalieri di S. Stefano, avendo la sua residenza in Pisa nobilita et fa gran giovamento alla Città per il numero di Cavalieri che continuamente abitano nel palazzo, e stanno alla religione i quali almeno sono sempre più di 20 et forestieri, i quali spendono e fanno risplendere la Città, oltre a ciò hanno una chiesa bella e nobilmente offiziata e addobbata; con cappellani e priori un Gentiluomo. La Religione è ricchissima che si tiene che abbia oggi di fondo più di ...... Ha il Gran Maestro, che è il Serenissimo Granduca di Toscana, sette Gran Croce delli offici principali che durano ordinariamente tre anni, un Gran priore, Gran Contestabile, Gran Cavalieri, Gran Conservatore col Gran Tesauriere, Gran Spedalingo, Ammiraglio, che ordinariamente si mutano ogni tre anni. Sono Cavalieri n. Commende di Gratia n. 60 in circa, rendono da fiorini 150 a 200.
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Commende di anzianità n. 70 in circa rendono da fiorini 100 in 150. Commende di famiglie n. in circa rendono da fiorini 200 in su. Priorati n. Balì n. Le commende di patronato che si fanno non possono essere di meno di ducati 6000.

I Priorati di scudi .... Li Baliaggi di scudi .... Sotto nome della Religione tiene il Gran Duca 607 Galere che sono in grande reputazione e si tratta che vi si spende a mantenerle l'anno fiorini 120 in 121 l'anno. Vi è pure un luogo dove si presta sopra pegno che porìa ragguagliare fiorini 3000 il mese l'assegnati sono circa fiorini 10000 di capitale che oggi ha detto Monte. Il Monte ha denari a interesse circa fiorini 19 o 20 che fiorini 2500 dalle Comunità che paga fiorini 5 per cento, il resto di particolari a fiorini 6 per cento, quando l'Illmo. Gran Duca ha prestato per dar fede al Monte di Firenze si paga a ragione di fiorini 5 per cento, si paga di interesse a ragione di 6 1/3 per cento, accattoni a fiorini 4 per cento.

Sono in Pisa otto botteghe di Arte di Seta. 22 Merciai. 18 Speziali ... Medici... Notai... 32 Pizzicagnoli. 36 che vendon pane. 2 per il pane bianco che consumano due moggia al giorno. Banchi-Capponi, Salviati, Orlandini, Riccardi, Ceoli, Genovesi, Portughesi, Ebrei. Carrozze di Pisa n. 55 di particolari a due cavalli di vettura, 18 a quattro cavalli.

La città di Pisa ha un luogo vicino alla fortezza detto
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il Piaggione per conservare i grani forestieri, che gli da grande comodità per i bisogni che possono occorrere, et utile per li mercanti, nel quale sono le infrascritte buche di grano, cioè:

A custodia della Dogana . . . n. 176; tengono sacca 77678 A custodia dello Scrittoio di S. A. SS. n. 87; tengono sacca 21530 A custodia dell'Abbondanza di Firenze n. 90; tengono sacca 34860 A custodia della Religione di S. Stefano n. 24; tengono sacca 8580 _____ _______ 377 142640 Oltre alle soprascritte, sono alcune buche de' Palmieri vicino alle soprascritte per i grani forestieri. n. sacca ______ ________ 11600 154240

Oltre a molte altre de' Palmieri che si hanno per loro servizio, e per i grani nostrali. Il piano di Pisa, tanto di qua d'Arno, quanto di là quanto è buono e fertile per natura del terreno, tanto è travagliato da due accidenti di acqua che lo molestano et impediscono il suo frutto. Il primo è il fiume Arno, il qual correndo per mezzo di esso per sboccare in mare, sempre che di tempo in tempo allunghi il corso per la portata della terra che porta alla bocca del mare, non potendo nella lunghezza del corso così piano, presto sfogare è cagione che rompe li argini per il tramite sino da Pontedera et scorrendo per lo piano lo inonda et guasta, perchè non solamente alza, ma riempie i fossi et guasta gli scoli onde è stato necessario l'anno 1591 fargli delli sfogatoi, che vicino a Cascina se gli fece una diversione acciò non corresse rischio la città, la quale poi ha cagionato più disordini, di riempire lo stagno et il palude sebbene s'è riverso per l'apertura vicina a S. Rossore detta le bocchette maggiori a Coltano, l'acque piovane agevolmente scolavano et è stato necessario da Pontedera insino a Pisa dall'una et dall'altra banda arginarlo con
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fortezze, per resistere alle piene et sino a che non si fece il taglio Ferdinando, che gli attortisce il corso due miglia in circa a bocca di Mare, si durò fatica et non si potette rimediare all'inondazioni, et quello fatto ha giovato grandemente, sicchè in buona parte si è riturato le bocchette a Cascina, et si andarono così riturando, fino a tanta altezza, che solamente si lasciò lo scolo per le inondazioni straordinarie, et si può sinchè si sia per mantenere sino a che non si allungherà tanto il corso del fiume che l'acqua che viene di sopra, non trovando pronto l'esito a sufficienza, sforzi le ripe. Il secondo accidente sono le acque, per essere il piano di Pisa così grande, et con poco di scolo s'allargano sopra il terreno, se con gran diligenza non sono mantenuti i fossi, che perciò sono stati fatti in più luoghi del piano, i quali per essere di grave spesa, essendosi trovato sino al presente l'offitio de' fossi appianato il debito per diverse spese s'è trascorso il votar quelli più principali che altra cura et spese dell'offitio sono destinate, onde è necessario con esatta diligenza provvedere di farli cavare, i quali cavati et mantenuti che fossero non ho dubbio che sebbene lo stagno in gran parte è ripieno e il Padul Maggiore di Coltano ancora, tuttavia allungandosi i fossi sino a Ponte di Stagno, et mantenendoli aperti si crede che sicuramente il piano verrebbe assai sanato et non è dubbio che veramente parlando, il piano è migliorato, poichè più si semina oggi, che da molte diecine d'anni in qua si sia fatto et se si faranno queste diligenze si ridurrà quanto alli scoli in buono stato. È ben poco che alli sopradetti disordini naturali si è aggiunto un altro che per mio credere è di non piccolo momento, il quale è che i contadini et lavoratori di terre in questi paesi sono molto affaticati nella borsa, che non possino resistere nè mantenersi, et dove sono state fatte esenzioni a coloro che ci tornano ad abitare, per
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sospetto dei debiti loro particolari, sono consumati in gran parte dall'universale, perchè sono sottoposti a pagare le spese comuni coll'estimo, oltre all'opere delle bestie che pagano ogni anno, sicchè si può dire che un contadino, che venendo qua, per scappare e assicurarsi dalli creditori, tutti subito diventano debitori del Pubblico di grosse somme et per le bestie che tengono et per l'imposizioni che sopra le terre toccano loro. Et così in cambio di aprire la strada agli abitatori, sono impediti, cosa di grandissimo rilievo al paese, perchè essendo il piano molto scarso di abitatori et per mio credere, essendo il vero modo di accrescerlo, aiutarlo nella coltivazione et agricoltura, con questi aggravi si tagli la strada che gente ci possino venire. Di che ne nasce l'abbandono del paese; perchè il detto paese volendo altro onde possa cavar danaro, che le grasce come queste non ci fanno nè hanno da trar, et patiscono et se ne vanno. La Religione di S. Stefano ha più possessioni et entrate tanto che si calcula che abbia d'entrata l'anno fiorini 17 o 18 mila in circa consistenti:

Possessione della Badia et dominio nel piano di Pisa; s'affitta fiorini 3800 Possessione della Magona nel piano di Pisa s'affitta fiorini 1300 Possessione della Bastia al Pontalto; rende circa fiorini 3000 Possessione del Pino in Val di Pesa; rende circa fiorini 1500 Case del Prato di Firenze fiorini 1200 Entrata di danari sul monte, circa fiorini 8000 l'anno in fiorini 8200 Livelli et altre entrate spezzate circa _______ Entrata fiorini19000 Per mantenere in cavalieri in palazzo, cioè provvisione di Gran Croce et altri
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provvisionati, spese della Chiesa et altro, si fa conto abbia di spesa circa l'anno fiorini16000 Le Gran Croce, quando sono in fuorivia con vassalli hanno di pensione fiorini 600 Quando sono senza vassalli fiorini 300 l'anno et Pisani fiorini 200 Ha di danari et in sul monte oggi nel 1616 circa fiorini166000 senza i danari delle commende. I cavalieri, stando in palazzo a Pisa per il tempo che fanno l'anzianità, hanno Ducati 5 al mese et le legne, et quando navicano hanno la parte solamente. I Cavalieri che stanno in palazzo in Pisa, finita l'anzianità hanno ducati 8 il mese, et la parte. I figli del serenissimo Granduca Ferdinando, cioè il cardinale, et Don Lorenzo, et anco il Sig. Don Antonio hanno molte possessioni di beni, le quali se fussino di particolari sarebbero di maggior rendita che non sono et anco sarebbeno di ................................ ........................................................................................... ........................................................................................... L'illum. Sig. Cardinale ha le infrascritte possessioni ecc.: Colle Salvetti, S. Regolo, et Nugola. Colle Salvetti è al principio della Collina con gran tenuta in piano, sotto la quale possessione et fattoria sono le Guastiere, 1616; semina l'anno sacca 850 di grano et si fa conto che renda l'anno, fiorini ........ Bestie per fiorini 9000 circa. Nugola, è vicino a Livorno, verso Monte Nero, semina l'anno sacca di grano. Ci è la macchia di che fa l'anno cataste 1500. Bestie per fiorini 3000 in circa. Santo Regolo è semina l'anno sacca di grano Bestie per fiorini 3000 in circa.


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Le possessioni del Principe Don Lorenzo: Cascina di Bientina, s'affitta per fiorini 2600 l'anno, semina l'anno sacca di grano ... et fa del riso sacca... Vecchiano, a confine del Lucchese, nel piano di sotto, s'affitta per fiorini 2200 l'anno; semina sacca di grano et fa del riso sacca... Casablanca è vicina a Pisa, parte di qua et parte di là da Arno, è di grande tenuta, pigliando tutto Campoalto, Barbaricina e S. Rossore, semina circa sacca 770 di grano con gran quantita di bestiami 500 vacche brave, 160 Bergamine, più di 100 cavalli; pagano i bestiami di detta fattoria soldi 19000 in circa. Antignano è vicino a Monte Nero, ha di pascoli ogni anno più di fiorini 1000, oltre le pasture per i propri bestiami et della Casa bianca, semina sacca ... di grano, bestiami 500, Bufali et altri per fiorini 9000 in circa. Le Pianora è una possessione vicino a Fucecchio.

Bestie per fiorini 2000 in circa. Razze Bestiami Le due risaie hanno fatto e fanno grande danno ai vicini per la mal aria. Il Sig. Don Antonio Medici ha i beni del Priorato di Pisa, che sono di entrata l'anno circa fiorini 6000 in 5000.

Coltano è tenuta vicina al Padul Maggiore che semina sacca 200 di grano in circa, rende di fitto di bestiami fiorini 500 et fiorini 500 di grano et biade, s'è affittata per fiorini 1000. L'arcivescovo. Il negozio dei mercanti di Pisa ha due principali membri, o capi, cioè: Il negozio dei grani, et delle quoia. Il negozio di grani, perchè il porto di Livorno è allargato, in Pisa è scemato, sicchè molte case di mercanti
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si sono chiuse in Pisa, et se ne sono aperte in Livorno. Credo bene che le case di Pisa avessero maggior negozio, più fondato et di maggior reputazione, che le case di Livorno che vi sono oggi, et molte case si sono aperte in Livorno di Inglesi, Francesi, Portoghesi, con l'accusa delle mercanzie, venendo a rifinirle da loro che però le commettevano ai mercanti di paesi, ai quali avendo mandati questi indizi se ne sono andati. Il negozio delle quoia è molto grosso et stimato di molto utile alli mercanti, et utile a tutto lo stato, perchè così facilmente si riforniscono molte città, et castelli, il che fa che il negozio cammina bene, et che si vendano bene le quoia, et si fa buone vendite; dicesi che l'anno si vendano in Pisa per più di ducati 400000 di quelle. Il negozio della Magona de' Salviati è riputato per un negozio particolare il più bello et il più utile che ci sia et sta in questa maniera. La Magona è un territorio di terra diviso in tre parti, prima di verso lo stagno, che è tenuta che gira miglia 32 et comincia da S. Piero in Grado, della qual tenuta è padrone per i 3/4 l'Arcivescovo di Pisa chè i Salviati la tengono a fitto per fiorini 2500 l'anno et 1/6 è del Sig. Antonio Salviati privato. Il secondo si chiama Tombolo è di verso il Serchio. La terza si chiama Migliarino che va dal Serchio verso il monte Asciano sino al Lucchese et al lago di Macciuccoli et è del Marchese Salviati, della quale i Salviati pagano fiorini 850 l'anno di fitto et è tenuta di boscaglia che gira miglia 18 in circa. Il negozio consiste nell'infrascritte semente, et bestiami, et fitti di pasture.
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N. 1100 bufali. N. 400 vacche brave si allevano 25 o 30 femmine, il resto et i masti si vendono. N. 300 cavalli di razza. N. 170 troie che allevano ogni anno in circa N. 700 porci. I quali bestiami sono circa fiorini 36000; alla cura dei quali stanno circa 50 uomini, alli quali si da loro libbre 3 di pane, et un boccale di vino il giorno per ciascuno et lire 10 il mese di salario alli garzoni, et lire 18, 20, 21 alli caporali. Si semina ogni anno circa N. 650 sacca di grano. Si fida in detti paesi numero grande di capre et pecore et vacche, le vacche pagano lire 8 l'una, et capre et pecore lire ... il cento. È governato detto Negozio da Filippo Calippi ministro de' Salviati, il quale è spertissimo et si tiene che faccia bonissimo utile. S'è aggiunto a detto tenitorio dello Stagno, un altra tenuta che sporta in mare per 1000 braccia dalle bocche di Stagno, che è del Sig. Antonio Salviati, livello condotto dalle monache di S. Lorenzo, che per le spese necessarie, che intende a mantener la pesca et tener vuoti i canali, paga solamente di livello fiorini 35 l'anno. Dalla banda d'Arno di verso Lucca, Arno è arginato da Capraia sino sotto Pisa vicino al Mare et non entrano in Arno fiumi per tutto detto tramite, nè acque piovane le quali per via di fossi si fanno scolare nel fiume Morto et nel Serchio. Al mantenimento di questi argini, et altri ripari di altri fiumi et vie et parti concorre et concorrettero i beni per 6/7 con la regola dell'estimo e le teste per 1/7 et le strade et cenni per 3/9 et 2/3 alle teste con che le teste non passino lire 7 per testa.
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I fossi principali che è tenuto a mantenere l'officio pei fossi a sue spese in queste parti cioè .... gli altri gli mantengono i particolari che, con le terre scolano in essi, et sono cioè: Dalla banda d'Arno verso Firenze, da Pontedera sino sotto Pisa, vicino al mare, tutto è arginato et non vi scolano nè fiumi nè acque piovane in detto tramite; al mantenimento di detti argini sono tenuti tutti i comuni del piano di Pontedera fino al mare, conforme alle regole dell'estimo et così per le strade come sopra. I fossi principali che è tenuto a mantenere l'ufficio dei fossi a sue proprie spese sono cioè: La tassa dell'estimo ascende a Lire 8573.3.6 in 139 comuni cioè:

Comuni 10 - sobborghi di Pisa. 32 - podesterìa di Librafatta (Ripafratta) 27 - podesterìa di Cascina. 6 - podesterìa di Librafatta. 9 - Vicariato di Vico Pisano. ____ N. 84 comuni che si dicono del piano di Pisa che hanno d'estimo lire 4184.10.3 Comuni 12 - podesterìa di Peccioli. 13 - podesterìa di Palaia. 30 - vicariato di Lari. ____ N. 55 comuni che si dicono delle colline, hanno d'estimo lire 4388.13.2.

Gli altri fossi particolari, gli mantengono i particolari che han le terre che in essi scolano; le spese le fa l'officio dei fossi, et si rimborsa da loro, et sono gli appresso cioè .... Tutti i fossi, generalmente favellando, sono trascorsi nelle notate che se fussino rimessi, il paese sarebbe sano, et si coltiverebbe grandemente. Un benefizio grandissimo stimo io che si sia
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cominciato a fare a questo stato, che è la coltivazione de' monti verso Vico Pisano, Peccioli et altri monti de' quali, essendo stati per rispetto di Pisa molto tempo infruttiferi, oggi s'è cominciato a levare i pini et concedere i terreni perchè si coltivino et già si è fatta una particella sono consegnate stadiore circa 10000 perche si coltivino, et se si vede che sarà utilissimo per ulivi et castagni et viti et si andrà continuando, quella parte che era quasi disabitata, si abiterà massime che intendo che vi si trovano i vestigi delle ville antiche che si può credere che già anticamente fossero coltivate essendo nella più bella et salutifera parte, quanto all'aria, che sta in queste bande et i terreni sono fertilissimi più che ai monti non si stima. Chè, se si andrà seguitando, io non dubito punto che sarà aiuto grandissimo et di gente et di vettovaglie a questo paese. Et se si curerà diligentemente a far che i fossi nel piano stiano netti, acciò l'acque possino scolare et che i contadini non siano tanto angariati, con piccolo corso di anni tornerà tutto questo fruttiferissimo et vi si fabbricheranno delle case, ma bisogna spendere a votare i fossi et bisogna che si spenda il pubblico. Le quali cose non creda alcuno che siano tanto difficili, che siano impossibili ad avverarsi, perchè se dall'uffizio de' fossi fosse assegnata la metà dell'augumento del sale imposto per rifare il Domo, con assegnarli ancora dalla dogana, il resto del predetto augumento del sale imposto, et l'officio sia governato bene, tengo senza dubbio che, con questi assegnamenti, si ridurrebbe in pochi anni a intiera salute et per conseguenza l'aria migliorerebbe grandemente, chè siccome si vede che essendosi ripulite, et rassettate molte strade della città et levati molti paludetti intorno alla città, la città ha migliorato di sanità grandemente, così si può con molta ragione tenere per il restante del paese, che
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se alla sanità ha giovato grandemente l'aver condotto l'acque sane da lontano per condotti, con spesa, potabili et nobilissime, ben si può sperare, che facendo i debiti medicamenti et rimedi al restante del paese, che fosse per migliorare, il che riuscendo, non so qual parte d'Italia fosse per esser più abbondante di vettovaglie et copiosa di uomini, i quali non solo sarebbon buoni al lavoro, ma buoni alla soldatesca, producendo il paese gli uomini arditi et piuttosto troppo altieri. Il condotto dell'acqua fu cominciato dal duca Cosimo primo, ma essendo stato fatto sotto terra, non ha fatto buon effetto. Il Gran Duca Ferdinando l'ha rifatto in aria sopra archi, et da principio non fu lavorato con molta diligenza sicchè è bisognato rifarne buona parte sino al mezzo, facendosi dal principio donde si piglia l'acqua che è a Asciano; ma dal mezzo in verso Pisa è fatta benissimo, et come sia finito, chè poco ne resta, sarà, et è cosa bellissima, chè mena l'acqua per più di quattro miglia sopra più di 900 archi alti da terra in circa ...... et più. L'Arsenale continuamente fa lavorare vassalli, et vi stanno almeno N. 170 stiavi a lavorare; l'assegnamento è fiorini 250 la settimana dalla dogana, che sono fiorini 3000 l'anno.

L'Arcivescovado di Pisa ha d'entrata l'anno ai tempi ordinari da fiorini 9000 in diecimila consistenti nelli appresso capitoli:

Magona; s'affitta a' Salviati fiorini 2500 Altro fitto ai medesimi; s'affitta fiorini ...... Fuori di Pisa sono per il contado: Tre badìe: S. Remedio, S. Sonino ...... Quattro priorìe: S. Iacopo, S. Filippo ..... Fuori di Porta alle Piagge: S. Niccolao in Migliarino S. Sisto al Pino.
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S. Cataldo fuor della Porta alle Piaggie. Due propositure: S. Martino al Ponte ad Era; S. Frediano a Settimo; 29 Pieve con diverse cappelle in esse; le Pieve più ricche sono: di sacca 100 di grano d'entrata, Santa Luce nelle colline è di sacca 150.

1.1. FAMIGLIE LE PIÚ NOBILI PISANI PIÚ RICCHI

Lanfranchi. Giovanni di Orazio Lanfranchi. Gaetani. Adoardo Rossermini. Gualandi. Cielo Lanfranchi. Rossermini. Mario di Curzio Ceoli. Mosca. Figli di Adriano Ceoli. Ceoli. Francesco Lodovico da Scorno. Del Zerta. Giulio Mastiani. Del Seta. Cav. Valerio Campiglia, Agliata. Figli di Cosimo Rossermini. Cenerosi. Figli di Pietro Rossermini. Mastiani. Tiberio Gaetani. Galletti. Alessandro Lanfreducci. Scorno. Iacopo del Seta. Bocca. Rinier Bocchi. Rani. Giulio Cesar Catignani. Catignani. Niccolao Pggibonsi. Campiglia. Francesco Roberto Ricciardi. Roncioni. Lodovico Pandolfini. Del Setaiuolo. Raffaello Samminiatelli. Urbani. Giovanni Biagi. Casapieri. Orazio Baroncini. Upezzinghi. Federigo Lante. Lante. Figli d'Orazio Campiglia. Lanfreducci. Giulio Damiani. Cini. Pier Francesco Angeli. Damiani. Vincenzo Palmerini.
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Cascina. Cammillo Roncioni et fratelli. Balì Roncioni et fratelli. Prior maestro Vogliente. Upezzinghi.

1.2. POSSESSIONI DI PISANI GRANDI

1. Corliano di Iacopo della Seta; ha il più bel palazzo che sia intorno a Pisa; de' beni di detto possessore ne appartiene una parte al Marchese Manfredi Malespina. Prende tutta detta possessione in circa l'anno . . . 2. Il Ponte d'Era è di Giovanni Lanfranchi; vale circa fiorini 30000. 3. Possessione di Rigoli, è di Tiberio Agliata et dei fratelli et nipoti; vale fiorini..... 4. Liviccio è de' Gaetani . . . 5. . . è de' figli di Gaspar Ceoli in Maremma; vale . . . 6. . . . a Cascina di Adoardo Rossermini; vale più di 2000 fiorini d'entrata l'anno. 7. . . . . a Ceoli la detta . . . . di Mario et Curzio Ceoli; vale . . . 8. . . . a Ceoli la detta . . . . . di Fabio di Andrea Ceoli; vale fiorini 1000 d'entrata. 9. Campiglia del Cav. Valerio Campiglia; vale . . 10. . . . . dal fosso reale, di Baccio Martelli fiorentino, 6000 d'entrata. 11. Lari del Cav. Muzio Lanfranchi; vale fiorini 12000 12. Peccioli di Curzio Lanfranchi; vale . . . . 13. Monte Castelli al Ponte ad Era, delli eredi di Niccolò Castelli; vale fiorini 20000 o più. 14. Perignano di Messer Lorenzo Viti; vale fiorini 12000. 15. Arena, della figliuola di Don Cosimo Medici; vale ... 16. Asciano et Agnano del Principe di Massa vale fiorini 80000 di passo.
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17. Perpignano, della moglie del Sig. Muzio da Montauto, bella di fonti; vale fiorini . . . . 18. Pugnano, di Cammillo et famiglia Roncioni; vale fiorini 1000 d'entrata. 19. Usignano vicino a Lari del Cav. Upezzinghi et fratello, vale fiorini 12000. 20. Casabianca in Calcinaia, è de' figli di Cosimo et Orazio Rossermini; vale fiorini 15000 o più. 21. Cisanella del Sig. Federigo Del Lante, vicino a Pisa, a un miglio; vale circa fiorini 18000; rende circa fiorini 900 l'anno. 22. Calci (?) di Francesco da Scorno vale circa fiorini 800 d'entrata. 23. Una tenuta di Raffaello di Piero Alamanni; fiorini 1000 d'entrata. 24. Noce, villa di Alessandro Lanfranchi vicino a Calci; vale fiorini 1200 di moneta. 25. Forcoli, possessione di Giulio Damiani; vale . . . 26. Colognole, delle figlie di Giuliano Gualandi: fiorini 800 l'anno. 27. . . . di Niccola Bertolini di Firenze; vale . . . vicino a Cascina. 28. Villa Saletta de' Ricciardi, sono N. 72 lavoratori. Rende di parte del padrone un anno per l'altro: Grano sacca 1800 - seme sacca 300 Olio barili 600 Vino barili 2600 - foglie colombe (?) fiorini 300 Biade grosse sacca 200 - fichi secchi sacca 70 Biade minute sacca 500 et poi vantaggi Nocciuole sacca 200 et rigaglie molte Un mulino 160scudi l'anno Vi si tiene per fiorini 7000 in circa di bestiami. Vi si tiene di continuo due muratori et due legnaiuoli e
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due fattori e 10 bestie tra da soma e portare, sicchè la spesa della casa si calcula più di fiorini 1000 l'anno. 29. Rete, di Ricciardi vicino a Pisa; vale circa fiorini 18000. L'estimo è la misura e stima di tutti i beni del territorio di Pisa dalla Cecina in qua, cioè verso Pisa, tanto del piano, quanto delle colline sopra lei, qual misura e stima fu l'anno 1555 che fu quando fu fatto l'estimo assegnato un danaio per scudo di valuta dei terreni per concorrere a più sotto di spese et ascendè allora a lire 8573.3.6 di estimo e si dividè in quattro sorte di possessioni di detti beni cioè: Religiosi, cittadini fiorentini, cittadini pisani, e contadini. I beni de' contadini concorrono alle spese certe, alle tasse di cavalli, alle spese comunali e alle distribute che fa l'offizio de' fossi per gli acconcimi delle strade, e de' fossi, secondo la legge del 1551; chè per le strade i beni concorrono a 5/7; et 2/7 le terre per i fossi concorrono i beni per 4/3 e le terre per 1/5. I religiosi non concorrono alle spese certe, nè tasse di cavalli, nè comunali, ma solamente alle distribute dei fossi, e della rata loro pagano 10 per cento manco che gli altri. I beni di cittadini fiorentini pagano l'estimo solamente. I beni di cittadini pisani pagano l'estimo.

1.3. Livorno

In Livorno, per la descrizione fatta quest'anno 1616 sono anime 7509 et stiavi 3000 in città, quando vi sono le galere. A guardia di Livorno sono, sotto il colonnello Migliorati, fanti N. 200 et sotto dua altri capitani altri 200. Nelle fortezze sono circa 120 e più soldati sotto dua altri capitani, sicchè continuamente vi sono circa 600 soldati pagati.
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Ministri al governo di Livorno sono: Il cavalier Francesco Antonio Martelli, Governatore provinciale fiorini . . . Il cavalier Pagol Ruccellai, Commissario delle Galere. Il cavalier Cosimo Castiglioni, Provveditore di Dogana. Antonio Puccini, sopra la biscotteria. Giuliano Chesi, provveditore della Fabbrica. Si spendono per assegnamento ordinario Fiorini 25000 l'anno in murare. Le sei galere che vanno fuori col mantenimento dell'altre si fa conto che costino più di Ducati 120000 l'anno. Nella Dogana di Livorno colano tutte l'entrate di gabelle, pigioni, et altro, che ascendono l'anno circa fiorini . . Il Governo è tutto rimesso nel Governatore, che ha grande autorità. L'accrescimento di Livorno è succeduto per diverse ragioni; prima perchè essendo stata diffidenza tra li Spagnuoli et Inglesi et Francesi, et de' Paesi Bassi non si tenendo sicuri ne' porti loro rispettivamente, venivano con le mercantie a Livorno come luogo confidenziale a tutti; la franchigia che fanno i principi a tutta gente che vi capita, et la spesa continua del fabbricare, che ha fatto il Gran Duca Ferdinando, vi hanno condotto molti abitatori; ma gente d'ogni sorta forestieri et per lo più con poca facultà. Oggi che batte assai, con le mercantie, a Marsilia, pare che piuttosto il commercio sia scemato, siccome è scemata la spesa del fabbricare. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Cavalieri di S. Stefano pisani, Cavalieri di Malta pisani vivi oggi d'Agosto 1616: vivi d'Agosto 1616 Camillo Mosca. Lante. Mutio Lanfranchi. Ottavio Ceoli. Ceoli. Campiglia. Agostini. Agliata.
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Lodovico Carretto. Scorno. Agliata. Iacopo Upezzinghi. Venerosi. Upezzinghi. Roncioni. Carlo Valeri, Balì di ..... Roncioni Balì di Lucca. Scipione Agnilanj. Valerio Campiglia. Andrea Rossermini. Francesco Angeli, Prior di Volterra. Francesco Palmerini. Antonio Curini. Catignani. Balì ..... Provveditor delle grasce e dell'offitio del Commodo, ha gli infrascritti emolumenti del pan bianco fiorini 12 il mese; in circa l'anno fiorini 148, dalla tassa de' sangui cotti fiorini30. Come provveditore de' forestieri et Commissario delle bande di soldati. per le fiere, per l'alloggio di essi, fiorini 18 per un offitio di Pesator di sale della dogana fiorini 54 . . . fiorini 268 per contraventioni delle grasce fiorini 10 rigaglie dell'offitio del Commodo fiorini 6 Il provveditore di Dogana fiorini 252 di provvisione fiorini 30 il mese in tutto fiorini360 per la cura di tre arti di seta che S. A. S. ha portato da fuori fiorini 15. Già esercitava detti due offitii un ministro solo, ma per la necessaria assistenza di diversi luoghi furono separati. Il Cancelliere di Dogana principale partecipa delli utili
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delle Cancellerie per la metà, per un sesto il sottocancelliere, per fiorini 3 per lira lo scrivano, per fiorini 2 il copista , che rende al Cancelliere fiorini 300 in 350 al più l'anno, et agli altri annualmente. Le spese dell'offitio sono di tre sorte: l'una è dei fossi, co' Ponti che toccano a mantenere all'offitio suddetto che di questo non si fa impositione, la seconda sono i ripari d'Arno et altri fiumi et strade et ponti che toccano all'universale, et di questo si fa la distributione, et impositione conforme alla legge del 1551, et con la regola dell'estimo, che a questo fine particolarmente è fatto, la terza spesa è per i fossi particolari, alli quali concorrono coloro che vi scolano, et si fa l'impositione, et poi si nota delle spese ..... che s'hanno a impor sopra l'estimo si fanno le spese et in capo alli tre anni si distribuiscono, sicchè ogni tre anni si fa la distributione delle impositioni. Si numerano i fossi principali et maestri: I fossi che toccano a mantenere all'offitio a sue spese proprie sono gli appresso, et sono in Val d'Arno, verso le colline, che ordinariamente si dice di qua d'Arno verso Firenze: 1. Fosso delle Bocchette. 2. Fosso del Fognaio. 3. Fosso del Pozzale. 4. Fosso vecchio che comincia a Cascina e finisce nel fosso del Fognaio. 5. Fosso cannone convertito nel Reale. 6. Fosso del Torale. 7. Fosso del Caligio. 8. Fossa chiara. 9. Fosso della Scrofina. 10. Fosso di S. Maria degli Angeli. 11. Fosso di navicare da Pisa a Livorno.
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12.Fosso di S. Giovanni al Gatano che oggi si serve. 13. Fosso dello scolo di Pisa 14. Bocche di Stagno fatte e da farsi, tutti fossi che già erano i fossi doppi et furono tagliati dal fosso della Fornacetta, chiamato Arnaccio, volto uno di qua et uno di la dal fosso della Fornacetta nella parte di Valdarno. Seguono i fossi attenenti all'offitio, nel Val d'Arno verso Firenze. 15. La bocca della Mora nera. 16. Fosso delle Fornacette, detto Arnaccio, dalla strada di collina in giù attiene all'officio, et da detta strada in su attiene alle spese dell'estimo per essere appressato dalli argini d'Arno che attengono all'estimo. 17. Nagolaio di Oratoio et 18. Nagolaio di Pitignano, ambi sono dalla strada di collina in giù, attengono all'ufficio fino a Stagno, per ricevere essi l'acque delli argini d'Arno et esser molto appressati dall'acque. 19. Fossi mondi vecchi, la metà all'ufficio coll'altra metà alli particolari conforme alli statuti già dati dalla pratica segreta per relazione di Messer Paolo Vinta. Fossi attenenti all'Ufficio nella parte di là d'Arno verso Vico et val di Serchio: 1. Fosso che va attorno Pisa da detta parte. 2. Fosso di Marmigliano. 3. Fosso di Martraverso 4. Fosso dello Scorno. 5. Fossa Cuccia. 6. Fosso dell'Orsoletto. 7. Fiume morto e sua bocca. 8. Fosso Tedaldo. 9. Fosso della Barca. 10. Fosso di Caldaccoli. 11. Fosso nuovo di Rigoli.
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12. Fosso della Strozzigrana Vecchia. 13. Fosso del Mulino da Pisa a Librafatta. 14. Fosso di Cafaggio. 15. Fosso di Oseri Vecchio. 16. Fosso della Vicinaia. 17. Ramo d'Oseri vecchio. 18. Fosso della Serezza vecchia. 19. Fosso della Gusciana. 20. Fosso Magno 21. Fosso della Traversagna nuova, che mette in Serchio ed oggi nel fosso Magno. Fossi doppi di Cornezzano dalla strada di Pietrasanta in giù che attiene all'ufficio. Dichiarazione fatta di nuovo in conformazione della vecchia l'anno 1588, dichiarazione della pratica segreta al libro dello statuto dell'ufficio dei fossi de l'anno 1475. Tutti gli altri fossi, fiumi et nagolai, tanto di quà, quanto di là, per conoscersi esser utile et benefitio de' particolari, si lasciano alla distribuzione delle spese sopra di chi attiene, et ha il benefizio della proprietà dall'ufficio dei fossi in fuori. Le spese comunali sono quelle spese che si fanno comune per comune a benefizio e conto di detti Comuni. Le spese conte sono le spese che fanno pagare i Nove per forestieri ed altro et le tasse di Bargelli, le tasse de' cavalli; a queste spese concorrono i contadini, i cittadini pisani, i cittadini fiorentini, et già concorrevano i Religiosi, ma oggi non pagano perchè non si astringano et ai cittadini fiorentini à menato buono quello che pagano per questo conto, dalla decima di Fiorenza et questa impositione dei comuni dei sobborghi di Pisa si chiama il saccone et la riscuote il Camarlingo della Comunità et la rimette a' Nove, et le comunali le rimette all'offitio de' fossi per le suddette spese, pagate però le spese ordinarie de' Comuni, cioè dei governatori, camarlinghi, pesatori et altri simili.
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Spese dell'estimo sono l'impositioni che si fanno dei Ripari d'Arno et altri fiumi, strade et ponti, conforme alla legge del 1551, alle quali sono tenuti i comuni et contadini, cittadini pisani, cittadini fiorentini, Religiosi et teste di contadini et le riscuote l'offitio de' fossi per mezzo de' camarlinghi de' Comuni, et de' cittadini pisani si riscuotono dal Camarlingo dell'officio de' fossi; le teste si chiamano tutti i contadini da anni 16 sino a 60, et non possono pagar più che lire 7 per testa, et quando la loro rata trascende, si ritorna sopra l'estimo de' beni.
Di quattro sorte son le spese alle quali sono tenuti i beni et padroni chiamano il saccone, spese di tasse, di cavalli et Balzelli, spese dell'estimo. I beni degli ecclesiastici non concorrono alle spese comunali, nè alle spese certe, nè a spese di cavalli et Balzelli, solo concorrono alle spese dell'estimo per le bolle di pontefici, le quali ogni 10 anni si ricavano, et finisce nel 1620 et della rata che tocca loro se ne rimette 10 per cento che si posano sopra il visto della tassa dell'estimo. Le teste de' Contadini da anni 15 sino a 60, concorrono all'estimo una terza parte per li ripari delli argini et per 2/5 alle spese delle strade et Ponti, eccetto i Soldati, cittadini fiorentini o pisani abili a seder ne' Priori, et ecclesiastici. La regola dell'estimo serve a riscuotere tutte queste spese: le .... cavalli et Bargelli le risquotono i Camarlinghi finora et rimettono a' Nove, così il Cancelliere della comunità di Pisa risquote quelle da 10 comuni de' subborghi: le spese dell'estimo da' cittadini et abitanti in Pisa le risquote l'offitio de' fossi, da tutti gli altri le risquotono i
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Camarlinghi fuori, et così le spese comunali et le rimettono all'offitio dei fossi et le teste non posson pagare più che lire 7 per testa per ogni distributione, che si fa ogni tre anni et quel che sopravanza si mette sopra la massa nel estimo. Però i contadini son obbligati a dare ogni anno la portata delli buoi della sua famiglia, et delle bestie grosse al offitio de' fossi per tutto Febbraio, che la nota delle bestie serve per la spesa dell'opera dell'offitio dei fossi. Scolari del Collegio Ferdinando, cominciato et ordinato l'anno 1593. 1. Sapienza della citta di Pistoia N. 16, a fiorini 50 per ciascuno, fiorini 700. 2. Fraternita della città d'Arezzo, N. 4, fiorini 50, fiorini 400. 3. Ospitali et case pie della comunità di Prato 10, a fiorini 50, fiorini 500. 4. Opera di Marchionne di S. Miniato N. 3, fiorini 50, fiorini 150. 5. Città di Cortona del monte della pia unione di detta città N. 2, fiorini 50, fiorini 100. 6. Castiglion fiorentino di avanzi di entrate di Case Pie et compagnie N. 3, fiorini 50, fiorini 150. 7. Fioano per le comunità di 62 N. 2, fiorini 100; debbono stare anni 6 a studio, et possono stare da' dì 10 d'Octobre fino a' dì 10 di Luglio. La casa del collegio appartiene al Provveditor dello studio. Vitto delli scolari. Once 8 di carne per pasto, minestra, frutta di una sorte et pane et vino a suffitienza: la sera once 8 di carne, minestra, insalata, cacio et frutte. Gli scolari hanno panchette, sacconi, tavola, due scaffali, uno sgabello, finestra impannata, per inventario di ciascuno. La spesa del mantenere aperto il detto Collegio
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Ferdinando, importa circa fiorini 1500 l'anno, sicchè s'avanza il resto dell'assegnato quale oggi rimane ne' Nove, atteso che le Comunità pagano a' Nove quello sono obbligate con fiorini 50 l'anno per scolare, et il magistrato dei Nove sopperisce a dette spese, et del avanzo se n'è fatto la libreria et masseritie et bianchieria. Oggi c'è un provveditore del Collegio, Santi Folbatti, il quale ha fiorini 60 l'anno per far le provvisioni, coll'aver casa dal governo di detto collegio et usa far le spese suddette, et rende conto al Magistrato de' Nove: et il medesimo tien conto delli scolari di Sapienza col medesimo ordine, ma ha una provvisione sola. Si fa ogni anno un Rettore che ha di regalo una toga di spesa di fiorini 18; un bibliotecario e il provveditore dello studio fiorini 54 di rendita. Ordini di precedenza in Pisa: Nel libro della capitolazione fra la città di Firenze e Pisa apparisce questa dichiarazione fatta dal Duca Cosimo: Il primo luogo sia del signor Commissario, il secondo del Rettore dello studio, il terzo del Provveditore del Mare et dogana: oggi sono i consoli di Mare; il quarto del Castellano della Fortezza, il quinto del Preposto del SS. Ranieri, il seso del Rettore della Sapienza, il settimo de' Priori di Pisa, l'ottavo de' Priori del Collegio dello studio; et in tal modo si debba seguire. Nel pretorio del Collegio Ferdinando è ordinato, che il Rettore di detto Collegio stia allato al Rettore della sapienza che il settimo luogo, et nell'ottavo i priori, nel nono i priori del Collegio dello studio. Doppo i dottori, i collegi et sei offitiali de' fossi, graascie, arte di seta per dichiaratio della pratica di Octobre 1616. Sindico et provveditore non debban sedere nelle funtioni pubbliche, ma come ministri in pricissione seguitar doppo i collegi et sei
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Lanfranchi - Bocci - Rossi - Chiccoli Gualandi - Del Puglia - Maccaroni Gaetani - Sciarra Lei - Del Turcho - Buttati - Cansa - Galli et Fumagalli - Lanfreducci - Toppi.

Il ponte nuovo, che era dirimpetto a via Santa Maria, et via Sancto Antonio, si cominciò edificare l'anno 1183 dalla famiglia de' Gualandi, Gaetani et poi Lanfreducci et Bocci Lanfranchi. Erano padroni del ponte i Gualandi, Gaetani, Lanfreducci et tutte le loro consorterie et Bocci, Lanfranchi et Mino di Tiglio Upezzinghi et facevano un Pontonaio, il quale aveva cura di mantenere detto ponte, et per mantenerlo avevano assegnato alcuni beni delle entrate dei quali si facevano le spese necessarie per detto conto; l'anno 1323 arse. Ma l'anno 1331 si rifece et dalle medesime famiglie l'anno 1366 fu restaurato, accattando danari da Filippo Gaetani, et l'ano 1382 Rinieri di Pierlenghi di Gualandi et Filippo di Puccio Sciarra de' Gaetani, come provveditore et sindacho delle quattro sopraddette famiglie, et di detto Nino Upezzinghi donarono il ponte con l'arme del ponte a Pietro Gambacorti, capitano del popolo di Pisa et antiani del comune di Pisa, con obbligo che detto comune fusse obbligato a mantener detto ponte, riserbandosi delle tamiglie et detti Upezzinghi la facoltà di eleggere il Pontonaio et il Cancelliere, che teneva le scritture per conto di detto ponte, al qual pontonaio et cadetto fiorini 100 l'anno di salaio et al cancelliere fiorini 12, la quale eletione aveva a esser confermata dalli Antiani di Pisa, et che detto Pontonaio ogni anno per recognitione aveva a fare un desinare a 6 delle dette famiglie et spendere fiorini 5, et dar loro pepe, zafferano, et cera; per contratto rogato da Ser Bindo di Chiaro il qual contratto io ho veduto et è
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de l'anno 1421: ho veduto un ricordo dove quattro delle dette famiglie eleggono il pontonaio Filippo Astaio. Ricolta del 1616 delle fattorie della Casa Bianca, Antignano et Pianora del principe Don Lorenzo. Grano staia 8272 seme staia 2275 Orzo staia 876 seme staia 348 Vena staia 2249 seme staia 744 Segale segolato staia 1256 seme staia 324 Fave et veccie staia 594 seme staia 210 Cicerchie e fagiuoli staia 29 seme staia 14 Panico et miglio staia 95 seme staia 12 Lupini staia 18 seme staia - Saggina staia 400 seme staia - Vino circa barili staia 100 seme staia - Olio circa staia 25 seme staia - Semina circa staia 2700. Ricolta del 1616 delle fattorie Collesalvetti, Nugola et S. Regolo dell'Illmo. Sig. Cardinale: Grano staia10692 seme staia 5096 Orzo staia 381 seme staia 163 Veccia staia 1161 seme staia 1160 Segale staia 222 seme staia 111 Cicerchie staia 42 seme staia 95 Miglio staia 1896 seme staia 95 Fave et veccie staia 178 seme staia - Saggina staia 600 seme staia - Vino alle fattorie si ricava circa barili 500 l'anno - Semina circa staia 5000. Da queste ricolte che sono mediocri si può credere quanto pocho fruttino così gran quantità di beni, e quanti disordini risichino per la stima che si pone ai proprietari e per la troppa autorità che si pigliano i Ministri difficilmente si costringono a pagare gli estimi perchè si fanno le spese a lor modo, et essendo le persone non pratiche in queste spese, fanno mille errori adanno loro et degli altri.
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Portata delle ricolte della 1615 dell'erede di Don Cosimo Medici.

1.4. FATTORIA DI ARENA

Grano staia 2796 seme staia 819 Orzo staia 331 seme staia 78 Segale staia 137 seme staia 37 Fave staia 142 seme staia 18 Veccia staia 160 seme staia 6 Vena staia 83 seme staia 30 Miglio staia 161 seme staia - Saggina staia 99 seme staia - Fagiuoli staia 46 Lino fasci 253 Vino barili 1593

1.5. PORTATA DEL 1616

Grano staia 3612 seme Orzo staia 534 Segale staia 135 Fave staia 272 Veccie staia 213 Vena staia 92 Miglio staia - Saggina staia - Fagiuoli staia - Vino - Lino fasci - Entrate di casa etc. fiorini 860 Carichi di provvisioni di Ministri et obblighifiorini 476 Grano di carichi più che non si risquote fiorini 178 Olio barili 82


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Memoria faccio Piero di Bartolo de' Gualandi, al presente operaio dell'opera di S. Giovanni Battisca, come questo dì presente d'Octobre 1580 ebbi un ricordo di Carlo da Vecchiano in sur un pezzo di foglio, trovato in sur un libro vecchio della Cancelleria dell'Arcivescovado, come faceva memoria che dell'anno 1156 a di primo d'Octobre i pisani dirizzorno le prime colonne di dentro, cioè quelle di verso oriente, che così dice il memoriale, et coll'aiuto di Dio et colla strenua potentia del popolo, furono a dì 15 di detto mese di Octobre dirizzate tutte otto colonne, et quattro pilastri per fornire le volte interamente et intorno dentro et tutte le cornice et cornicioni et con ogni cosa appartenente a dette volte, et dipoi fatta detta opera in quindici giorni, gli anziani del popolo pisano, posono ad ogni fuoco di detta città, pagassino un denario per ogni calenda di mese, et detto ricordo non dice più uno denario d'oro, che di piccioli, se non che fa memoria di trentaquattro mila fuochi, et perchè detto memoriale era in sur pezzo di foglio n'ho fatto questo ricordo in su questo libro a perpetua memoria del tempio di S. Giovanni Battista del popolo pisano. Ho avuto questa notizia dal P. Arciprete Roncioni. Famiglie di casati nobili, che nel 1616 si trovano in Pisa: Carlo Lanfranchi, Lungarno di Chinzica. Curtio Lanfranchi, Via S. Martino. Ferdinando Lanfranchi, Dalla Loggia de' Gaetani. Cav. Mutio e Giovanni Lanfranchi, Lungarno da S. Matteo. Andrea Lanfranchi in Via S. Maria. Lelio Lanfranchi idem. Tiberio Gaetani, Lungarno di S. Nicola. Francesco et Claudio Gaetani da S. Andrea. Filippo Gaetani da S. Niccola. Canonico Gaetani da S. Niccola. Ascanio Gaetani da S. Niccola.
[p. 114]
Figli di Pietro Gaetani da S. Niccola. Dua fanciulletti de' Gualandi dalla Spina. Odoardo Rossermini, Via S. Gilgio. Figli di Cosimo Rossermini, Via S. Martino. Cav. Andrea Rossermini. Mario et Curtio Ceoli, Via S. Martino. Giulio Mastiani, Via S. Martino Il Cav. et un fratello de' Ceoli dalla Pietra del pesce. Francesco di Scorno, Lungarno di Chinzica. Federico Lante, Via S. Martino. Alfonso Lante da S. Cecilia. Oratio Lante. Iacopo della Seta, Via S. Cecilia. Francesco et un fratello della Seta, Lungarno. Iacopo del Testa, Via S. Martino. Alessandro Lanfreducci, Lungarno. Niccolò Praci, Lungarno. Il Canonico et figli di Pompilio Praci. Il Canonico et nipote Bocca, da' Portici. Figli di Curtio Castelli, Sotto Portici. Balì Carlo Urbani, Lungarno. (Urbani che fa il fondaco). Tiberio et fratello Agliata, Lungarno. Nipoti di Tiberio Agliata. Cavalier Valerio Campiglia, Via S. Martino. Figli di Oratio Campiglia, Lungarno di Chinzica. Figli di Piero Marcacci. Figli di Flaminio Upezzinghi, Lungarno di Chinzica. Camillo Roncioni et fratello, Via S. Maria. Arciprete Roncioni, Via S. Maria. Pietro et altri di Fabio Agostini, Lungarno. Figli del Balì Roncioni, Via S. Maria. Gratia Agostini. Cirro et altri Agostini. Conte Pietro Venerosi et nipote in Via S. Maria.
[p. 115]
Iacopo Compagni, Lungarno. Canonico Casapieri da Via S. Martino. Niccolò Magona alle Plazze et suoi nipoti. Figli di Giovanni Cini. Figli di Iacopo Cini. Figli di Ascanio Cini. Giovanni Mangiatroie. Giulio Cascina dal Piaggione, Lungarno. Lattantio di Poggio, Lungarno dall'Urbani. Lupardo Vecchiani. Figli di Giovanni da Vecchiano. Vincentio Palmerini, Lungarno dalla Sapientia.
[p. 116]



(revised 28/02/2003) Pitti, Vincenzo.
Elena Pierazzo

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