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Anonimo

Guerra di Ferrara. (1482-1484)





La guerra de Ferrara




O come assetato cervo al chiaro fonte
così ricorro a te summo monarcha
gratia domando cum humile fronte
che dia tal vento a mia piccola barcha
5che solchar possa cum le rime prompte
i dolci metri di Dante e Petrarcha
e ch'io tracti di San Marco la guerra
facta a Ferrara per acqua e per terra.

Ben che non è la prima volta questa
10che di Ferrara la cità ornata
s'è ritrovata a simil giochi e festa
quatro volte San Marco l' [ha] assediata
sì come la cronicha manifesta
facendoli battaglia iudicata
15questa è la quarta che assediata l'ae
che sempremai de lor se ne dirae.

Sempremai guarda il fin l'huom sapiente
e contemplando ciò molto comprehende
che 'l iudicio morale apertamente
20mostra ogni simil suo simil attende
chi non estima è stimato niente
e colui che è offeso se offende
e merito per merito s'aspetta
e vechia ingiuria fa nova vendetta.

25O quanti piglan dell'emprese al mondo
che molte volte son mal consegliati
ch'en cagione de mettere al fondo
et in ruina illor felici stati
o quanti exempli per l'italia atondo
30havuti non son troppi anni passati
si che dubito per una citade
non balli tutta la christianitade.

L'octantadue la excelsa signoria
stendendo le ale da ponente al levante
35a Lungharo al Soldano e ala turchia
e nela Lombardia ha terre tante
nel gran conssiglio deliberato havea
far guerra contra il principe del diamante
e facto havean generale imprese
40d'havere Ferrara bella col paese.

E poi che fusse el Diamante assediato
et la gran guerra per la longha andasse
et se dovessen ben perder lo stato
che mai l'impresa non s'abandonasse
45e prestamente sia decapitato
chi fra cinque anni di pace parlasse
non bastando l'havere il gran thesoro
che metteranno la vita el sangue loro.

Et se venisse alcuna ambasciaria
50di Re o d'alcuna altra potenza
a preghare questa excelsa Signoria
el Duce gli dispogha a patienza
o papa imperator o qual se sia
li si gli dia sotto brevità licenza
55né pace o pacti se faza né triegha
contra il Diamante e la sua gran legha.

Et prestamente si hebbeno soldato
el signor Ruberto da San Severino
per capitan general fu chiamato
60al possente Veneto domino
el triomphante bastone gli fu dato
sì come a francho e nero paladino
si come egli è il vero per certo
gagliardo nel'arme francho experto.

65El qual pigliò l'incarico e l'imprese
in brieve tempo dare in lor bailia
Ferrara e tutto quanto el ferrarese
et cum gran gente se mise per via
di magio cavalcò el primo del mese
70con suoi septe figlioli in compagnia
el signor conte Antonio da marzano
cum alcun altro francho capitano.

Et per mezo le valle cavalcoe
che non possò mai tutto quel dine
75e tanto quel padul attornioe
che de nemici arivò alle confine
e sopra dessi un ponte hedificoe
de legne e magior parte de fassine
quale era largho amaraviglia
80e per longheza circa septe miglia.

E in quella nocte el gran ponte passoe
e per la fanteria che strecto andava
molti nella palude s'aneghoe
perchè le squadre ognun solecitava
85e per la furia molti se ne versoe
sì che dal ponte assai fanti cascavan
giunto poi a Melara e a Berghentino
e castel novo qual era vicino.

E le mischine terre sacchegioe
90e lassò stare lor a famme e a duolo
et longho del gran paese cavalcoe
a cavallo e a piè il gran stuolo
e sei grosse bombarde piantoe
alla gran rocha decta Figharolo
95più de tre milia colpi de bombarde
descaricò alle mure ghagliarde.

E tanta fu la guerra ismisurata
che l'una parte e l'altra se sacia
fu de la rocha gran parte guastata
100che star più alli merli non se potia
sempre gente fresca dalla Stellata
venia et gli morti portavon via
fra l'una parte e l'altra fu amazati
ben più de tre milia soldati.

105Mai Figharolo se volse dar a patti
benché fusse battaglia tanto scura
el sir Ruberto cum repari e ghatti
et scale e ponti in su le mura
d'alto e da basso ognun facea fatti
110dentro voglion morire ne l'armadura
e in quarantasei giorni el campo fiero
la rocha hebben la nocte di san piero

E poi tre degne castelle conquistoe
li quali son ne mezo del polese
115troppo battaglia niuno aspectoe
né cum nemici fen troppo difese
Lendenara a pacto se donoe
e la Badia similmente fese
e poi Rovigo presen che quelli denro
120detton la terra a loro per tradimento.

El sir Ruberto a Figarol tornoe
cum tutto el campo in compagnia
in su la punta se deliberoe
de fabricare una forte bastia
125cum l'armata fé passar el poe
gran gente dove dessignato havia
ma le scorte le qual eron lì messe
si avisoron el principe Herculesse:

El qual illustre principe alto e soprano
130armigero et pien di gagliardia
sì come un drago cum la lanza in mano
trovò che comenzavan la bastia
el conte Antonio pigliò da marzano
col suo figliol di bella compagnia
135ben più de mille apezi ne tagliò
senza quelli che se negoron nel po.

El sir Ruberto cum le voglie prompte
disposto era nel'isola passare
e prestamente un lagrho e magno ponte
140sopra navili fece hedificare
scontro de l'isola afronte afronte
che dipocho manchava d'arivare
d'homin d'arme e forte carichato
sì come paladin ciascuno armato.

145Essendo il ponte alla riva vicino
a smontare niuno era parato
ma el valoroso e gran Duca d'urbino
molti passavolanti havea piantato
che nol sapea quel da san Severino
150et similmente fuocho lavorato
serpentine e grossissime bombarde
e senza numero di molte spingarde.

Essendo el ponte tutto carichato
apparechiti a smontar tutti quanti
155si fu buttato fuocho lavorato
et scarichati li passavolanti
e disubito el ponte fu abrugiato
e morti homin d'arme e fanti
et molti e molti sì se aneghoe
160ché armati se gettava dentro el poe.

In quel giorno a Comachio arivano
l'armata de Venetia che 'l conquistoe
ma el principe Herculesse lo soprano
cum molta furia sì lo requistoe
165cum la sua gente cum la spada in mano
e ben septecento a pezi ne taglioe
e poi el decto Comachio abrugiò
e il podestà pregion se ne menò.

Torniamo al gran campo de Venetiani
170che erano quarantamile in compagnia
del polese teneano tutti i piani
e per l'aere grossa assai ne moria
fra quelle valle paduli e pantani
non fu morbo ma pezo che moria
175tredecimilia morti ne restoe
et tutto el resto del campo amaloe.

E poi d'agosto morì el Duca d'urbino
lo principe Herculesse se amaloe
el simile el Conte de san severino
180cum alcuni de soi figlioli se infirmoe
e quel magno Ruberto paladino
el dicto mese in pace se passoe
e de ogni gente assai se ne infirmò
onde assai tempo se campegiò.

185E come quel aere se refreschò
la Signoria tutta la invernata
gente infinita sempremai soldò
e mise nel po una horribil armata
e tutti quanti i gran passi pigliò
190atorno atorno la cità ornata
qual eran più de cinquecento vele
armate tutte di gente crudele.

E cinque parte si fece de l'armata
sempremai assai fuste venia
195una parte era contra la Stellata
l'altra fra figarolo e hostia
la terza tenea Argenta assediata
la quarta attento residentia facea
e la quinta era al ponte alla vescura
200qual era grande grossa oltra misura.

Appresso el signor Ruberto nobil conte
cum tutta quanta la sua gente armata
col gran campo alogiò afronte afronte
dove era una bastia hedificata
205onde sopra el po fece un gran ponte
e fu la decta bastia conquistata
e cum gran gente intrò dentro dal barco
e drizò lo stendardo de San Marco.

Essendo infermo el principe de ferara
210e assediata la cità giolia
se ritrovava cum gran doglia amara
e in gravi affanni e gran malanconia
dicendo legha cara de ripara
in voi ho posto la speranza mia
215ma se San Marco me conquistarà
mal contenta poi tu ne sarà.

Poi che 'l Diamante gran lamento fese
al padre sancto al Re e a Milano
e a Firenze non varghò un mese
220che ciaschedun mandò el suo capitano
da Napoli venne el Duca calabrese
Virgilio orsino col signor Giordano
e quel di Pitiglian se mise in via
col Duca de calabria in compagnia.

225E misier Bonifacio in sella armato
venne in aiuto cum la lanza in mano
el qual era marchese de Monferato
et anchor venne Sforza de milano
e Pietro dal vermo ne l'arme provato
230e misier Zanfrancescho il mantuano
el signor Costanzo di valore
e misier Marco da Carpi signore.

El regal Duca cum franchi baroni
si provede a tutte le frontiere
235fece ripari e magni bastioni
operando el suo inzegno et gran sapere
Gironi Revelini e gran Torrioni
e mise a tutti i passi molte schiere
e gran gente nel borgho del Lione
240e fece al viver magna provisione

Del Re Ferante la nobi [l] Corona
cum l'alta legha di gran valimento
deliberorno di dentro in Cremona
in concistorio far il parlamento
245a quel furono tutti i signori in persona
per dare effecto cum provedimento
e per dispore l'universo consiglio
per trar Ferrara d'afanno e periglio.

E in questo concistoro ornato
250se trovò el gran Cardinale mantuano
el quale venue a Ferrara per leghato
el grande ambasciador suo d'altra mano
el gran Duca de calabria ornato
el principe Hercules alto e soprano
255col signor Ludovico de Milano
e il famoso Marchese mantuano.

E quel magno Lorenzo da Fiorenza
col magnifico zoan bentivogli di valore
si son trovati tutti ala presenza
260et alcuno altro degno ambasciatore
et è concluso questo e la sentenza
la nobil legha vuol haver honore
e son disposti tutti de far guerra
contra San Marco per mar e per terra

265E sapiate che la gran legha ornata
sì è possente e di tanto valore
savia iusta e molto temperata
et alla Signoria facto hanno honore
cercando che la pace sia tractata
270in arme se miseno cum furore
et vedendo che venetiani voglion guera
la legha la vòl per mare e per terra.

Ognun parlò nel concilio altamente
dal canto suo contra la Signoria
275dicendo al presente e tanto possente
che non istima legha o qual se sia
se lo stato de italia è perdente
tutta italia voranno in lor bailia
e dominare voranno in mare e in terra
280però arditamente faciangli guerra.

E fu deliberato in concistoro
tutti a un tratto voler romper guerra
e chiaschedun mise mano al thesoro
e fatto grande armata in mare e in terra
285intendendo di voler gli confin loro
et sia restituita ogni lor terra
primo dimanda el Duca de milano
bergamo crema bressa col bressano.

Et di Mantua il famoso Marchese
290dimanda all'ardita Signoria
el lagho di gharda cum tutto el paese
che già casa gonzagha si ghodea
quel di Ferrara dimanda el polese
et li confini restituito gli sia
295quel d'ongheria infio ad una penna
revole el Papa Cervia cum Ravenna.

Lasciamo stare el conseglio soprano
hora ritorniamo alla nobil signoria
et al signor Ruberto capitano
300ch' al puncto ha messo el sir Pieromaria
el quale si ruppe guerra in parmesano
per le gran parte che dentro gli havia
se mise tutto el populo a rumore
pensando del pa [e] se esser signore.

305Ducati assai gli de' la Signoria
e fecel di gran gente capitano
di molte squadre et magna fanteria
e corse a parma per coste e per piano
abrusando et facendo scorreria
310et similmente fece nel regiano
e in più modi la Signoria el tentone
per mettere in ruina el gran biscione.

Ma el Duca de barri alto e iocondo
el qual signor Ludovico è chiamato
315cum gran sforzo assediò san Segondo
el qual fu crudelmente abandonato
et dirupato da alto e da fondo
fu per insino a terra spianato
et discaciato fu Pietro maria
320e per sé tutta la sua signoria.

La Signoria fece tutta sua possanza
in mare in terra per li rami del po
e fece venire Suizeri e di Franza
el gran Duca de Lorhen soldò
325qual è una ghagliarda e francha lanza
intorno de Ferrara s'acampò
el qual Duca armigero experto
restò in scambio del signor ruberto

El Sanseverino el presacto conte
330più di cento navili fece fare
e scontrò di Trezzo a fronte a fronte
cum li carri si li fece portare
sopra le qual un largho e magno ponte
sopra de l'adda fece hedificare
335e su lì passò cum la gran compagnia
la qual gli havea dato la Signoria.

El primo fu che lo passò in persona
e ciascun impug [n] ato havea la lanza
cridando tutti Duca Bona bona
340tenendo quello per anticha usanza
che fece alla terra di Tortona
havendo ferma e vera speranza
che 'l popul se levasse a rumore
pensa [n] do di Milan farsi signore.

345E ben quindeci dì tenne lo ponte
che sempre Duca e Bona se cridava
sol pensando de far le gente prompte
e per veder se 'l popul se voltava
armati cum le visere alla fronte
350le voce le trombette a l'aer risonava
onde che 'l nobil Duca de milano
el caso gli è paruto molto strano.

Unde el signor Ludovico s'è adirato
contra la Signoria fortemente
355e per soi cavalari havea avisato
tutta la gran legha possente
onde el Duca de calabria ornato
de nocte cavalcando cum gran gente
che forsi vi faresti mareviglia
360che inanti bere fece octanta miglia.

El sir Ruberto el predecto conte
venendo in furia el Duca calabrese
sopra de l'adda guastò el decto ponte
et isgombrò di Berghamo il paese
365armati con le visere alla fronte
et si fe' retiro nel veronese
longo al lagho di gharda alla riviera
forte se fece nel castel de peschiera.

Unde ha electo la legha possente
370per principal general capitano
el duca Alphonso armigero valente
el triomphante bastone hebbe in mano
e che ognuno a lui sia obediente
per valle e coste per montagne e piano
375l'albitrio gli hanno dato e commissione
fare alto e basso a sua discretione.

E qual gran Duca armigero e valente
nemico capital de Venetiani
soldato ha molto valorosa gente
380cum lo sforzo de soi napolitani
et ha facto venire di presente
spagnoli ragonesi e capuani
gente mortale e homin di valore
sì come quel che vole haver honore.

385E cavalcò col nobil stendardo
cum cento cinquanta squadre in compagnia
e intrò in campo come un leopardo
cum molti gran signori di gagliardia
in facti d'arme ciascadun gagliardo
390de grado in grado la gran baronia
cum mol [t] i gran signori e capitani
han rotto guerra contra Venetiani.

Principalmente el Duca de milano
sforcescho Zangaleazo maria
395mandone el gran Marchese mantuano
capitan de la sua signoria
et alcunaltro signor e capitano
cum molta magna e nobil baronia
essendo cum gran triompho cavalcati
400col Duca de calabria compagnati.

El signor Ludovico appreciato
el qual si è capitan di ventura
ha similmente gran gente soldato
a caval et a piè oltra misura
405con l'armigero Sforza acompagnato
qual son dui paladin nel'armadura
cum molte squadre e valorosa gente
col campo sono de la legha possente.

El conte Girolamo di valore
410è nel gran campo dela legha egregia
el qual per acquistar fama e honore
tutto lo sforzo ha sieco della chiesia
sichè il gran campo è uno stupore
che è contra la Sgnoria de Venesia
415appresso a lui el conte Antonio d'urbino
cum le sue squadre el franco paladino.

Et appresso gli signor Fiorentini
solicitando la lehga possente
si mandorono giù li sacchi de fiorini
420che Marzocco non lassa afar niente
aciò che li capitani paladini
sian prompti arditi e ciaschedun valente
e così tutta la legha è refermata
che sia guerra e battaglia iudicata.

425Or torniamo al Duca calabrese
el signor Ludovico in compagnia
e di mantua el famoso Marchese
el conte Girolamo e gran baronia
si hanno ben quaranta terre prese
430qual eranno tutte dela Signoria
e pel gran campo che è oltra misura
molti portan le chiave per paura.

E pel paese dela Signoria
di Berghamo e di tutto el Bressano
435si hanno facto grande iscorreria
per valle coste per monte per piano
pregioni assai hanno menato via
paese distructo assai d'ogni mano
e molte prede via hanno menato
440che caricho se n'è ogni soldato.

Di quel da Gambaro più terre hanno prese
dove era facto gran monitione
di formento di tutto quel paese
credendo esser sicure le persone
445et in quelle non esser offese
sono ite a saccho e destructione
ben cinquanta milia some di grano
di quel da Martinengho da l'altra mano.

E quante terre e ville sono prese
450sono ite a saccho e destructione
et abrusate in mancho d'un mese
e guaste che è una compassione
che prima se rideano del ferrarese
hor gli è tornato in gran cofusione
455e tutti biasteman di Venetia l'imprese
quando ma roppe guerra in ferrarese.

Lasciamo star il lor pianto amaro
come meschina se lamenta e lagna
a trenta lire la somma del gran charo
460tal triumphava che or del'erba magna
torniamo al campo che a Montechiaro
ha prese terre assai per la campagna
et assediato el nobil campo hae
el degno castello de Lunae.

465E tanto il campo ene a mareviglia
che mai fu tal a tempo de christiani
che quanto se poe alzar le ciglia
padiglioni se vede per tutti quei piani
che tien per ogni verso cinque miglia
470le squadre de signori e capitani
che 'l par el campo del Turcho a vedere
gl [i] padiglioni trabacche e bandiere.

El Duca de calabria cavalcoe
cum tutta quanta la sua compagnia
475la forte terra de Asola assedioe
la quale el gran campo la impedia
più volte la victuaglia gli piglioe
et ogni giorno facea scorreria
e contra guerra li facea battaglia
480che non possea passare la victuaglia.

El duca Alphonso armigero valente
si fece molte bombarde apparechiare
a torno alla terra prestamente
e molti grandi e horribili mortari
485e briccole trabacche similmente
pietre carogne fe' dentro buttare
iesù misericordia ognun cridava
per le gran pietre che dentro cascava.

El Duca li mandò a minazare
490se non li davano Asola in so balia
che per ogni modo li vuol sachegiare
e mandò a dire per una ambasciaria
che de lor gran stratio ne vuol fare
se nelle mane viene alla sua signoria
495et guastadori fece ire oltra misura
cum picchoni in man tagliando le mura.

Essendo molta muranglia spianata
el Duca mandò gente oltra misura
et detton battaglia ismesurata
500sagliendo molti sopra delle mura
gran gente di fuora e dentro fu guastata
assai ne fugian in drieto per paura
bombardando sera e matina
buttando oglio caldo cum calcina.

505Asola mandò alla Signoria
che gli dovesse soccorso mandare
e che più tenere non se potia
vedendo a terra le mure cascare
et grande armata mandoron a Ostia
510pensando el campo d'asola levare
havendo Asola alle mure aspra guerra
al Duca se rende la magna terra.

Essendo Asola presa per asseggio
el sir Ruberto el valoroso conte
515prestamente scontrò di Valeggio
si fece forte disopra un monte
dubitando de non havere el peggio
scontrò dela terea afronte afronte
et forte sbarre intorno al monte fese
520aspectando el Duca calabrese.

El Duca de calabria el sir perfecto
el qual si è armigero experto
diede una volta e pigliò el borgetto
per afrontare el signor Ruberto
525e di serarlo a qualche passo stretto
o come che gli riuscì di certo
ma el sir Ruberto si non l'aspectò
in verso Verona se ne ritornò.

Ma el Duca disposto mai possare
530e Sforza Berghamo ha assediato
el Duca de calabria fe' alogiare
in sul Bressano el campo ismisurato
et lì s'intende di voler svernare
col signor Ludovico acompagnato
535e di mantua el possente Marchese
el simile se fa nel Veronese

Perché l'inve [r] no è grande fuor de misura
alla campagna non si pò più stare
et per cavalli non c'è più pastura
540e malamente ni si pò alogiare
aspectando che torni la verdura
per poter a suo modo armigiare
e li capitani cerchan ogni vantazo
per farsi a primavera gran dalmazo.

545Onde che la dicta Signoria
ha facto molto grande provisione
et per lor capitan facto sia
el famoso bastardo borgognone
e fan venire di grecia e d'albania
550stradiotti assai tutti in arcione
et fansi forte per ogn [i] frontiera
dubitando di questa primaviera

Et hanno mosso in mare grande armata
et armano sempre continuamete
555et è grande grossa e smisurata
e sopra del mare molto possente
hor si sta in ordine preparata
perché al presente non si pò far niente
et tanto forti se fano in mar e in terra
560come se richiede a sì horibil guerra.

E se non fusse il lagho ismisurato
el Duca de calabria il paladino
col signor Ludovico ha desfidato
el signor Ruberto da san Severino
565e non può passare in niun lato
che l'ha serrà ogni passo e camino
et fra il lagho e paduli el longho muro
fa stare el signor Ruberto sicuro.

Ma el campo è disposto di passare
570e molte grosse terre hanno assediato
et danno el guasto a chi non se vòl dare
e han di grosse bombarde piantato
e non si possian mai arampegiare
et de far facti el campo smisurato
575sì che dentro alla cità de Verona
ognun si fugge el paese abandona.

Lasciam el campo della legha galante
parliamo della grande magna armata
la qual mise in mare il Re Ferante
580horribile et molto smisurata
che scorso ha le riviere tutte quante
tenendo il gholfo di Venetia assediata
pigliando velle assai sopra el mare
che Venetian non possan navighare.

585E da l'altro canto il Re d'ungaria
perché L'imperio non gli dona il passo
di venire contro alla Signoria
de le sue terre fa il gran fracasso
e per la magna grande scorreria
590spianando terre e forteze a basso
e prese alcune terre a gran furore
quale eranno tutte di valore.

Onde fa tutto il paese tremare
et ha messo L'imperio a grave serre
595et intende nel Friul passare
e voler di San Marco le sue terre
et il principe di Ferrara difensare
qual giustamente fa tutte le gerre
in campo ha seco valorosa gente
600e in ogni impresa fu sempre vincente.

La qual nobil corona de Ungheria
volendo presto nel Friul passare
li mosse guerra anchor quel di turchia
per voler a San Marco riparare
605e fare che Lungharo non passassi via
né potesse le sue terre acquistare
ma Lungharo cum la sua gente francha
rotto ha li turchi all'acqua biancha.

Lasciam L'imperio et il Re de l'ungheria
610torniamo al grande Re Ferante ornato
c'ha facto hor legha cum quel de turchia
e l'un a l'altro un stagio ha mandato
el qual renduto gli ha l'artegliaria
et ciò che 'l ottronte ha acquistato
615e per vinticinque anni colleghati
per buona pace sono afratellati.

El tuo misier Baptista cremonese
et l'ornato doctore di piasenza
e misier Pietro buono ferrarese
620e gli altri da Bologna e da Fiorenza
se hanno sopra ciò tolto l'imprese
et concluso tutti una sentenza
secondo monstra lor la strologia
di quel che in questo octantaquatro fia.

625Quest'anno per la grande Astrologia
le influentie che harà alcuna terra
maximamente nela Lombardia
serà il gran caro anchora aspra guerra
et il bel paese de la Signoria
630si debbe trovare in grave serra
et li rustici destructi da ogni mano
de Vicenza e di Treviso e paduano.

E di Ferrara l'ornato Marchese
si debbe raquistar ogni sua terra
635e ritornare alle confin del polese
requistarlo tutto per forza di guerra
et stare alla pugna e alle diffese
e mettere li inimici a gran serra
la senteza de chi serà nocente
640dechiaranno la legha esser vincente.

Unde preghiam lo eterno Re de gloria
che faza questa legha prosperare
et che gli piacia donargli victoria
da ogni banda per terra e per mare
645e discreti auditori la degna historia
rimata per volervi pi [a] cer dare
o nobil gentilhomo e citadino
l'ornata historia sta a un bolognino.



Anonimo.

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