| Meno noto, ma non meno importante, del
patrimonio archeologico e artistico di Pisa, è il patrimonio costituito dai testi scritti
che accompagnano la storia della città attraverso i secoli. A Pisa e all'epoca della sua
grande potenza marinara appartiene il più antico documento steso in un volgare toscano
che ha già i caratteri dell'italiano, cioè un conto navale reperito a Filadelfia e
risalente a fine XI-inizio XII secolo. Attraverso Pisa passano larga parte della
tradizione manoscritta della lirica duecentesca e importanti volgarizzamenti dal latino e
dal francese, mentre ad ambienti pisani rinviano vari manoscritti di romanzi cavallereschi
in antico francese. Lo stesso culto di Dante trova nella Pisa trecentesca uno dei più
importanti centri. Il complesso di statuti, cronache e testi pratici pisani presenta
infine una grande rilevanza non solo sotto il profilo storico ma anche, nel caso dei testi
volgari, sotto il profilo linguistico. Coll'integrazione di Pisa nella Toscana medicea e
quindi lorenese, mentre viene meno l'uso del volgare pisano nelle scritture ufficiali, la
città mantiene un ruolo importante come seconda capitale del Granducato e sede
dellUniversità e dellOrdine dei Cavalieri di S. Stefano; col Roncioni, il
Tronci e altri autori si sviluppa una storiografia locale mentre la pisanità
letteraria si esprime attraverso composizioni legate a momenti della vita cittadina come
il Gioco del Ponte. Dalla fine del Settecento a tutto lOttocento Pisa diviene
inoltre una tappa obbligata nel grand tour attraverso lItalia di studiosi,
letterati e scienziati italiani o più spesso stranieri, sicché le stesse relazioni di
viaggio divengono vere e proprie guide, attraverso le quali si fissa in visitatori e
lettori l'immagine ideale della città.
Il Comune di Pisa vuole valorizzare il
ricco patrimonio di testi legato alla storia e alla cultura della città promuovendone
ledizione, lacquisizione in formato elettronico e la pubblicazione in
Internet. In questo modo, il Comune ha anche inteso promuovere forme di occupazione
giovanile fondate sullapplicazione delle nuove tecnologie al patrimonio culturale,
come è nella vocazione della città di Pisa.
Il Comune di Pisa ha quindi commissionato
al CIBIT, attraverso una convenzione triennale (1999-2001), lincarico di progettare
e realizzare, nellambito della Biblioteca italiana telematica, la collezione "I
testi di Pisa", finanziando a questo scopo cinque contratti di collaborazione da
assegnare a giovani laureati in materie umanistiche (letteratura, linguistica, storia,
arte, ecc.).
Il CIBIT ha affidato la responsabilità
scientifica del progetto a una commissione formata da cinque specialisti
dellUniversità di Pisa: i professori Fabrizio Franceschini per i testi in pisano
antico e per i testi folclorici; Marco Tangheroni per le fonti storiche e documentarie
medievali; Marco Santagata per i testi letterari moderni; Elena Fasano Guarini per le
fonti storiche e documentarie di età moderna; Lucia Tomasi Tongiorgi per le fonti
artistiche e iconografiche. La commissione, presieduta dal Direttore del CIBIT, ha
selezionato come collaboratori, sulla base di un pubblico invito a presentare candidature
e attraverso un colloquio per la valutazione dei titoli, le dottoresse Samuela Brunamonti,
Monia Bulleri, Annamaria Ducci, Patricia Frosini e Paola Volpini.
|